Il rettore dell’Università di Chieti denuncia: “Tangenti per il via libera ai farmaci”

Pubblicato il 4 Aprile 2011 19:56 | Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2011 19:56

CHIETI – Novantaduemila euro di ‘mazzette’ per ‘spingere’ il via libera alla messa in commercio di un farmaco, corrompendo funzionari e ricercatori dell’ateneo D’Annunzio impegnati nella sperimentazione del prodotto. A denunciare il tutto è stato proprio il direttore generale dell’ateneo, Marco Napoleone che, secondo quanto scrive ‘La Repubblica’, avrebbe presentato un esposto alla procura della Repubblica di Chieti denunciando il presunto responsabile del tentativo di corruzione: R.F., imprenditore e titolare di un’azienda di distribuzione farmaceutica.

L’uomo, secondo il rettore, avrebbe tentato di corrompere i funzionari del Cesi, l’istituto di ricerca scientifica dell’Università D’Annunzio, per ottenere l’ok alla commercializzazione del farmaco. Nell’esposto il direttore generale dell’ateneo, cita i tre nominativi che avrebbero ricevuto rispettivamente tangenti da 50mila, 25mila e 17mila euro in base al loro “peso” sulla riuscita della sperimentazione del farmaco.

Nonostante il versamento delle tangenti, il medicinale non avrebbe superato il vaglio dell’Aifa, l’agenzia italiana per il farmaco, organo del ministero della salute. L’imprenditore nel 2008 fu coinvolto in una vicenda di sesso e soldi in cambio di ricette false.