Riapertura scuole, ognuno fa come gli pare: in Friuli e Veneto si torna a febbraio, in Toscana il 7 gennaio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Gennaio 2021 20:29 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2021 8:03
Riaperture scuole, il 7 gennaio forse si torna in classe ma superiori in presenza solo al 50%

Riaperture scuole, il 7 gennaio forse si torna in classe ma superiori in presenza solo al 50% (Foto archivio Ansa)

Sulle riapertura delle scuole ognuno fa come gli pare. Forse c’è una data, con il possibile ritorno in classe il 7 gennaio. Il premier Giuseppe Conte infatti vuole infatti che le scuole riaprano giovedì 7 gennaio, con la presenza al 50% degli studenti delle superiori. Sarebbe assurdo rinviare l’apertura, come da più parti viene chiesto, all’11 o al 18 gennaio.

Questo il ragionamento del presidente del Consiglio che difende quindi la linea della ministra M5S Lucia Azzolina, impegnata a riportare a scuola tutti gli studenti. E’ vero però che i numeri alti del contagio preoccupano i governatori. Però, come detto, ognuno fa quel che vuole, il Friuli e il Veneto per esempio decidono di riaprire le superiori a febbraio. Qualcuno farà la stessa scelta? La Toscana fa sapere che riaprirà la scuola in presenza da giovedì 7 gennaio.

Aggiornamento articolo ore 20, 30 con l’annuncio della chiusura delle scuole nelle Marche fino al 31 gennaio

Riapertura suole, nelle Marche chiuse fino al 31 gennaio

Nelle Marche le scuole secondarie di secondo grado, paritarie e statali resteranno chiuse (con didattica a distanza) fino al 31 gennaio.

La didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio nelle Marche. Lo ha deciso la Giunta regionale. che si è confrontata sull’andamento epidemiologico e anche a seguito della concertazione avuta dall’assessore all’Istruzione Giorgia Latini con il mondo della scuola.

Riapertura scuole, in Toscana si riparte il 7 gennaio

“Saremo minoritari ma siamo convinti che il rapporto con gli insegnanti e tra studenti sia essenziale, quindi, anche complice il fatto che con i dati ce lo possiamo permettere, in Toscana il 7 gennaio si riparte con le scuole secondarie superiori” ha annunciato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. In Toscana le scuole ripartiranno “secondo le indicazioni dell’ordinanza del ministro della Salute Speranza, ovvero al 50%” di didattica in presenza, “se poi i dati epidemiologici peggiorano si tornerà alla dad in modo esclusivo”. 

Marche, scuole chiuse fino al 31 gennaio. Didattica a distanza per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie

Riapertura scuole, in Campania dall’11 gennaio

Le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio quando potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. E’ il frutto della riunione dell’Unità di Crisi della Regione che ha valutato i dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza; ci sarà un’ordinanza entro domani. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado

Riapertura scuole, in Friuli e Veneto si torna a febbraio

Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, “ha immaginato un’ordinanza che sposti dopo il 31 gennaio il rientro in classe dei ragazzi delle secondarie di secondo grado”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, durante una conferenza stampa. “Ovviamente – ha aggiunto – ci sono possibilità di intervenire da qui al 31 gennaio, a seconda di come la curva epidemiologica si modificherà nelle prossime settimane”.

Anche in Veneto prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio. Lo ha annunciato ai giornalisti il presidente regionale Luca Zaia, che ha firmato un’ordinanza in questo senso. “Non ci sembra prudente – ha aggiunto Zaia – in una situazione epidemiologica in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi”.

Riapertura scuole il 7 gennaio, cosa dicono le Regioni

“Come governatori abbiamo fatto tutto ciò che era necessario in tema di sicurezza per i trasporti in accordo con i prefetti. Ma restano molte criticità sul contenimento della pandemia”, hanno scritto in una nota comune alcuni governatori della Lega. Si tratta di Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Trentino), Christian Solinas (Sardegna). Ma anche Nino Spirlì (Calabria), Donatella Tesei (Umbria) e Luca Zaia (Veneto).

Salvini parla di “grande preoccupazione” dei governatori “per l’incertezza sul tema scuola, totale assenza di confronto da parte del ministro Lucia Azzolina, nessuna indicazione sulle future restrizioni regionali, ritardi nelle vaccinazioni il cui piano è in capo al governo”.

Riapertura scuole il 7 gennaio, sindacati contrari

I sindacati della scuola però chiedono di rinviare la riapertura: “Tornare il 7 gennaio è troppo rischioso”, dice Elvira Serafini che guida lo Snals. Maddalena Gissi della Cisl scuola lamenta disorganizzazione: “Il 7 si rientrerà? La soluzione sarà estratta il giorno della Befana come succedeva un tempo con la Lotteria Italia!”. La Uil con Pino Turi chiede che il personale della scuola abbia priorità assoluta nell’accedere alle vaccinazioni. Anche numerosi esponenti del Pd chiedono di evitare il rientro a scuola “se non è sicuro”.

L’Associazione nazionale presidi chiede invece di mettere uno stop alle polemiche politiche, di basarsi solo sulle evidenze scientifiche. E di evitare “turnazioni dannose per l’organizzazione di vita e di studio dei ragazzi”, limitando al massimo l’ampiezza degli scaglionamenti.

Quando si torna a scuola, le Regioni in ordine sparso

Molti territori però, in virtù dell’autonomia regionale in tema di scuola, si stanno organizzando per il rientro. Nel Lazio, dopo una serie di riunioni, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale ha stabilito che, grazie ad un incremento del trasporto pubblico, il 60% degli studenti che frequenteranno in presenza entreranno alle 8.00, mentre il rimanente 40% entrerà alle 10.00.

In Toscana si farà domani il punto sulle azioni in campo per riportare i ragazzi in presenza. E’ pronta anche l’Emilia Romagna, mentre in Campania il governatore De Luca ha annunciato da giorni un rientro “a tappe” dal 7 fino al 25 gennaio. In Puglia la Regione intende continuare a dare la possibilità agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di scegliere la didattica a distanza anche dal 7 gennaio. (Fonte Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).