Trieste. Caso Rasman, morto dopo l’arresto: poliziotti condannati in Appello

Pubblicato il 30 Giugno 2010 18:53 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2010 19:19

Poliziotti condannati anche in Appello per la morte di Riccardo Rasman, avvenuta il 26 ottobre 2006. La Corte d’Appello di Trieste ha confermato le condanne a sei mesi di reclusione  per tre dei quattro agenti imputati: Mauro Miraz, Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi, per il reato di omicidio colposo.

In quel giorno d’ottobre di quattro anni fa alcuni vicini di Rasman chiamarono la polizia perche’ il ragazzo – in cura presso un Centro di salute mentale – stava lanciando petardi contro alcuni passanti. Il giovane però venne ammanettato e  i piedi gli furono legati con filo di ferro. I poliziotti, scriveva la Procura di Trieste nel 2008,«nonostante fosse ammanettato, continuavano a tenerlo in posizione prona per diversi minuti» ed «esercitavano sul tronco, sia salendogli insieme o alternativamente sulla schiena, sia premendo con le ginocchia, un’eccessiva pressione che ne riduceva gravemente le capacità respiratorie». Rasman morì per crisi respiratoria sull’uscio di casa.

E’ stato confermato anche il proscioglimento del quarto agente imputato, Francesca Biasi. Al termine del processo, sia i legali della famiglia di Rasman che i difensori dei poliziotti hanno annunciato che ricorreranno in Cassazione. Il processo d’appello ha confermato anche la liquidazione provvisionale del danno morale alla famiglia di Rasman – in aula oggi erano presenti il padre e la sorella dell’uomo – per 20 mila euro.