Riccardo Viti colpito con manico di scopa in carcere da un detenuto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Maggio 2014 20:54 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2014 20:54
Riccardo Viti colpito con manico di scopa in carcere da un detenuto

Riccardo Viti

FIRENZE – Riccardo Viti è stato colpito con un manico di scopa in carcere da un altro detenuto  mentre gli agenti carcerari lo portavano in isolamento. Il fatto è avvenuto la sera dell’11 maggio e Viti non è rimasto ferito, ma è stato comunque portato in infermeria e visitato. L’idraulico, accusato di aver crocifisso e ucciso Andrea Cristina Zamfir e di aver seviziato altre donne, è in carcere dal 9 maggio e non sarebbe ancora uscito dalla sua cella né per mangiare, né per raggiungere le docce.

Il manico di scopa è stato tirato contro Viti da una cella, attraverso le sbarre, e gli è arrivato addosso passando anche in mezzo alla scorta di agenti penitenziari. L’oggetto ha un forte valore simbolico nella vicenda proprio perché, servendosi di oggetti come questi, Viti realizzava le sue pratiche sadiche con le prostitute di Firenze, finché il 5 maggio Andrea Cristina è morta a causa di lesioni interne.

Nella perquisizione nella sua casa infatti gli inquirenti hanno trovato manici di scopa, ma anche di un attrezzo agricolo, una specie di vanga, da usare per violentare, in un gioco erotico estremo, le ‘lucciole’ ingaggiate in strada.

In carcere Riccardo Viti è in cella da solo ed è sottoposto a ‘grande sorveglianza’, un particolare regime di detenzione nella sezione di isolamento in cui la polizia penitenziaria deve attivare controlli più frequenti del solito per evitare che faccia gesti suicidi, o di autolesionismo, oppure che sia aggredito, data l’efferatezza del reato che ha confessato, da altri detenuti, cosa possibile come dimostra il tiro del manico di scopa avvenuto all’arrivo nel carcere.

Secondo quanto appreso, Viti si è rinchiuso in un rigoroso silenzio. A chi lo osserva dà la sensazione di essere impaurito, terrorizzato, tanto che finora non ha chiesto, pur potendo farlo per alcune necessità, di uscire dalla cella.

Nella sezione di isolamento ci sono detenuti accusati di gravi reati, come la violenza sessuale e la pedofilia, che non sono accettati dal particolare ‘codice d’onore‘ dei criminali. Ci sono peraltro anche detenuti ‘di passaggio’, la cui posizione deve essere ancora valutata dal gip tanto da poter essere scarcerati a poche ore dall’ingresso. A Sollicciano la sezione ospita in questo momento circa 20-25 detenuti.