Riccardo Viti, in una valigetta il “kit” per seviziare le prostitute

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Maggio 2014 0:01 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2014 0:01
L'arresto di Riccardo Viti

L’arresto di Riccardo Viti

FIRENZE  – Una valigetta rigida di colore scuro, nero o blu. È qui che Riccardo Viti, l’idraulico fiorentino accusato dell’assassinio della ventiseienne romena Andreea Cristina Zamfir, nascondeva gli strumenti per le sevizie. È quanto emerge dai racconti di cinque prostitute, vittime delle violenze, ascoltate nei giorni scorsi negli uffici della questura di Firenze.

Dopo aver avvicinato la donne e averle portate sotto il cavalcavia della A1 a Ugnano, dove è stato trovato il corpo senza vita della giovane romena, l’uomo estraeva dalla valigetta nastro adesivo, corde, pali di legno, in un caso anche una bottiglia di vetro, e vasetti di lubrificante. Nei giorni successivi alla morte della ventiseienne romena, un secondo sopralluogo della polizia, a cui hanno preso parte alcune delle prostitute ascoltate, ha permesso di recuperare nei pressi del cavalcavia di Ugnano alcuni oggetti usati dal maniaco per le sevizie alla giovane romena, tra cui un flacone di lubrificante, una fascetta di plastica da elettricista e un frammento di nastro adesivo. Sempre dagli accertamenti eseguiti nel corso delle indagini, è emerso che la ventiseienne trovata morta la mattina del 5 maggio era solita prostituirsi di giorno nella zona della stazione ferroviaria di Prato, e la sera nel parco delle Cascine, a Firenze.