Riciclaggio. Anche Manenti nella rete sgominata: milioni rubati a banche e Stato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2015 14:42 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2015 16:31
Riciclaggio. Anche Manenti nella rete sgominata: milioni rubati a banche e Stato

Riciclaggio. Anche Manenti nella rete sgominata: milioni rubati a banche e Stato

ROMA – Secondo le accuse, anche Manenti nella rete sgominata nella maxi inchiesta per riciclaggio: milioni rubati a banche e Stato. Scrive l’Ansa che il gruppo criminale sgominato stamani dalla Guardia di Finanza ha tentato di mettere a disposizione del patron del Parma Giampietro Manenti 4,5 milioni di euro attraverso “provviste finanziarie su carte di credito clonate attraverso l’uso delle somme in operazioni commerciali come sponsorizzazioni, gadget e abbonamenti allo stadio”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino.

L’operazione di riciclaggio, continua l’Ansa, non è andato a buon fine per problemi tecnici e a quel punto sono intervenuti i finanzieri. Decine di milioni di euro “rubati” a banche estere e contatti con uomini della ‘ndrangheta. Emerge (dice l’Ansa) anche questo nel secondo filone di indagine dell’operazione della Guardia di Finanza di Roma, chiamato ‘Oculus’, che ha individuato un pericoloso gruppo criminale che compiva in Italia e all’estero frodi informatiche, usava carte di pagamento clonate, reimpiegava capitali di provenienza illecita,  e riciclava e autoriciclava soldi (per la prima volta è stato applicato il reato dio autoriciclaggio, ndr.). Il tutto aggravato dal metodo mafioso.

Uno degli episodi contestati, prosegue l’Ansa, è il tentato reimpiego in concorso con il patron del Parma Giampietro Manenti. Questi era in contatto con Angelo Augelli, assieme ad Adelio Zangrandi tra i vertici della banda. Entrambi sono stati arrestati. Il secondo episodio ha riguardato l’accesso degli hacker al server di una banca svizzera con trasferimento di 5 milioni di euro a una società spagnola riconducibile a un commercialista di Grosseto, Guido Tori, arrestato. In questo caso e’ emersa la presenza di soggetti legati alla ‘ndrangheta, Michele Fidale e Ilario Ventrice, intermediari con precedenti per associazione mafiosa.

Il gruppo criminale, scrive l’Ansa, stava cercando di finalizzare altri due clamorosi trasferimenti di fondi per via informatica, per 10 milioni di dollari e dopo 3 giorni di altri 30 milioni di euro da una banca svizzera a un altro Paese europeo. Di qui l’accelerazione dell’indagine della Finanza e gli arresti per impedire il compimento di queste operazioni illecite compiute dagli hacker.

20 mln fondi pubblici deviati su conti privati. Oltre 20 milioni di euro di fondi pubblici destinati a interventi nella città di Palermo attraverso una Gestione Fuori Bilancio (Gfb) sono stati deviati su conti correnti privati, tra gli altri anche del liquidatore della stessa gestione e di un funzionario della Ragioneria generale dello Stato. E’ quanto ha accertato uno dei due filoni dell’indagine della Guardia di Finanza di Roma che stamani ha portato a 22 arresti.

“Neppure un euro è stato destinato alle finalità del fondo – ha detto il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino – Oltre 20 milioni sono stati distratti su strade diverse da quelle istituzionali”. Per questa tranche sono stati arrestati il liquidatore, il fratello consulente finanziario, un alto funzionario della Ragioneria generale dello Stato e altri due controllori ‘infedeli’ della stessa istituzione.