Ricorso dei medici ex specializzandi, Stato condannato a rimborsare 18 milioni di euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Luglio 2020 17:56 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2020 17:56
Medici specializzandi, foto d'archivio Ansa

Ricorso dei medici ex specializzandi, Stato condannato a rimborsare 18 milioni di euro (foto d’archivio Ansa)

Altre due vittorie al Tribunale di Roma per i medici ex specializzandi e salgono così a 18 i milioni di euro che lo Stato italiano è stato condannato a rimborsare – solo in questa prima parte del 2020 – a quei professionisti ingiustamente penalizzati durante la scuola di specializzazione in Medicina in violazione delle direttive comunitarie in materia.

Queste ultime due sentenze vanno ad aggiungersi ad altre 6 positive ottenute solo quest’anno in favore di 416 ricorrenti attraverso le azioni collettive promosse da Consulcesi, network legale specialista del contenzioso, con all’attivo oltre 500 milioni di euro di rimborsi fatti ottenere ai medici specialisti.

Da gennaio ad oggi il diritto dei medici ex specializzandi è stato riconosciuto dal Tribunale di Roma anche con altre quattro sentenze, dalla Corte di Appello di Napoli e dal Tribunale di Genova.

“Tribunali e Corti continuano a riconoscere il diritto dei medici con una raffica di sentenze che danno forza e fiducia ai ricorrenti – commenta Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi -.

Inoltre ci sono due disegni di legge presentati con un ampio sostegno bipartisan e mai come ora ci sono tutte le condizioni per raggiungere l’accordo transattivo per chiudere la vertenza con un rimborso forfettario solo a chi avrà presentato ricorso prima della trasformazione in legge.

Lavoreremo ora per migliorare il provvedimento aumentando gli importi degli indennizzi con un accordo che tenga anche conto di trasformare i contributi previdenziali previsti in rimborsi economici”.

“Considerando che la questione riguarda 180 mila medici specialisti che rappresentiamo legalmente e davanti alle istituzioni – aggiunge Tortorella – riteniamo importante che sia un tema centrale anche nei programmi di chi si candiderà a guidare gli Ordini dei medici”.