Rider semi-schiavi: gli prendevano anche le mance

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2020 10:53 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 11:09
Rider semi-schiavi: gli prendevano anche le mance

Rider semi-schiavi: l’inchiesta su Uber Eats e il caporalato (Ansa)

ROMA – Davvero esistono ancora gli sfruttati e i malpagati, i derisi e i picchiati, non solo nelle canzoni di Rino Gaetano degli ani ’70, e non solo nelle torride campagne del sud d’Italia: sfrecciano anonimi e oggi anche mascherati nelle grandi città in bici o quando va bene in motorino a consegnarci cibo pronto, esotico, cool…

Sfruttati e derubati: gli fregano anche le mance

Uno su 10 è un immigrato clandestino, senza nome e documenti, senza identità e diritti. Semi-schiavi.

Lo sappiamo, i sindacati lo sanno, la magistratura lo sa, i caporali meglio di tutti: non sapevamo però che questi ultimi, intermediari spietati e senza scrupoli, gli fregano perfino le mance.  

Sfruttati e derubati. Ricordiamocelo quando andiamo a pagare il conto della spesa a domicilio sull’app dedicata: alla voce mancia, lasciamo in bianco, perché questi derubano anche noi. 

Diamola, come è sacrosanto, brevi manu, direttamente al ragazzo che consegna: in contanti, spicci o carta.

Perché la mancia in digitale viene presa in ostaggio, sembra storia di fine Ottocento, è invece cronaca giudiziaria del terzo millennio.

Dagli intermediari minacce e punizioni

Così l’Ansa di ieri l’altro.

“Ho solo minacciato di venirti a rompere la testa e lo ribadisco (…) ti vengo a prendere a sberle, ti rompo il….”.

Sono le minacce rivolte da uno degli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano che lavorava per una società di intermediazione di manodopera, ad un rider che lo aveva definito “schiavista”, si legge in una chat riportata nel decreto di commissariamento.

“Da noi non lavorerai, perché ho bloccato il tuo account”, diceva ancora l’uomo. I giudici parlano anche di “sottrazione ‘legalizzata’ delle mance” e “punizioni” economiche per i rider.

“L’azienda ha messo la propria piattaforma a disposizione di utenti, ristoranti e corrieri negli ultimi 4 anni in Italia nel pieno rispetto di tutte le normative locali.

Condanniamo ogni forma di caporalato attraverso i nostri servizi in Italia”, dice una nota.

Sarà, ma intanto, almeno la mancia non facciamola passare dal filtro digitale, diamola ai rider in carne e ossa, casco e mascherina. Almeno per non passare per fessi, se non per complici. (fonte Ansa)