Rifiuti, il Tar reintegra tre sindaci campani rimossi da Bertolaso per inadempienza

Giulia Cerasi*
Pubblicato il 12 Marzo 2010 10:44 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2010 10:44

Tre sindaci campani, rimossi  per presunte gravi inadempienze in materia di raccolta di rifiuti, sono stati reintegrati ieri dal Tar del Lazio. La prima sezione del tribunale amministrativo, competente per i provvedimenti emessi dall’autorità centrale, ha accolto i ricorsi di Michele Farina, Francesco Nuzzo e Cipriano Cristiani per la rimozione dalla carica di primi cittadini rispettivamente dai comuni di Maddaloni, Castel Volturno e Casal di Principe.

I tre esponenti politici, eletti in coalizioni di centrosinistra, avevano dovuto abbandonare la loro amministrazione il 31 dicembre scorso su decreto del capo dello Stato. Dopo aver vagliato le richieste di scioglimento provenienti dal commissario straordinario per la gestione dei rifiuti Guido Bertolaso, il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva infatti disposto la rimozione di Farina, Nuzzo e Cipriano, poi siglata dal Capo dello Stato.

Per la prima volta era stata applicata la norma, entrata in vigore nella fase acuta dell’emergenza rifiuti in Campania, che sanziona i comuni inadempienti nella gestione del servizio di raccolta. Ma i giudici del Tar del Lazio hanno riconosciuto l’infondatezza dei rilievi mossi ai primi cittadini, restituendo loro “l’onore”.

Per Francesco Nuzzo, ex sindaco di Castel Volturno e magistrato a Brescia, “il dispositivo del Tar, oggi, è la sconfessione della struttura del Sottosegretariato e del ministero dell’Interno. Una dimostrazione – ha aggiunto – che si trattava di un atto squisitamente politico diretto a sparare nel mucchio e col quale si andava a colpire proprio un amministratore come me, che aveva più volte denunciato le inadempienze sul fronte del consorzio in materia di rifiuti”.

Il reintegro dei tre sindaci apre però nuove questioni. Sia a Maddaloni che a Castel Volturno i prossimi 28 e 29 marzo si voterà per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del primo cittadino. A Maddaloni le votazioni però potrebbero essere rimandate – a novembre o addirittura alla primavera 2011 – perché la decorrenza dei termini per le nuove consultazioni (che devono avvenire entro novanta giorni) non è più la data della rimozione del sindaco ma lo scioglimento dell’assemblea per dimissione dei consiglieri, avvenuta solo la settimana scorsa.

* Scuola di Giornalismo Luiss