Rifiuti radioattivi in Italia, deposito nazionale: mappa delle zone idonee. Torino, Siena, Bari, Taranto…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Gennaio 2021 9:36 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2021 9:36
Rifiuti radioattivi in Italia, deposito nazionale: mappa delle zone idonee. Torino, Siena, Bari, Taranto...

Rifiuti radioattivi in Italia, deposito nazionale: mappa delle zone idonee. Torino, Siena, Bari, Taranto…

C’è la mappa dei siti idonei a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi in Italia. Cioè aree geografiche con i requisiti adatti a ricevere scorie nucleari di bassa e media attività. Cioè quelle, almeno sulla carta, non pericolose.

Ma vaglielo a spiegare a chi abita là intorno che quei rifiuti non sono pericolose. La sola definizione (rifiuti radioattivi) mette paura. 

Le regioni individuate come più indicate sono Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia. Nel dettaglio, le province più interessate sono quelle di Torino, Alessandria, Siena, Grosseto, Viterbo, Matera, Bari e Taranto. dei rifiuti radioattivi.

Deposito nazionale dei rifiuti nucleari: il progetto

Il deposito nazionale e il Parco tecnologico saranno costruiti in un’area di circa 150 ettari. Di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco. E’ quello che si evince dalla pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee e dei documenti correlati, spiega il ministero dell’Ambiente. Il deposito avrà “una struttura a matrioska”. All’interno ci saranno “90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle”. In cui “verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati”. In totale saranno “circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività” a essere ospitati. 

Deposito rifiuti nucleari: le aree idonee

Sono sette le regioni in cui sono state individuate le aree potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nucleare nazionale. Sono Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia. Nella Tavola generale allegata alla Cnapi (Carta nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi) sono indicati anche i Comuni interessati nelle sette regioni.

Nel dettaglio, le province più interessate sono quelle di Torino, Alessandria, Siena, Grosseto, Viterbo, Matera, Bari e Taranto.

Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: elenco comuni regione per regione

  • Piemonte: Caluso (To), Mazzè (To), Rondissone (To), Carmagnola (To), Alessandria, Castelle (Al) o Monferrato (Al), Quargnento (Al), Fubine (Al), Quargnento (Al), Oviglio (Al), Bosco Marengo (Al), Frugarolo (Al), Novi Ligure (Al), Castelnuovo Bormida (Al), Sezzadio (Al)
  • Toscana: Pienza (Si), Trequanda (Si), Campagna (Gr)
  • Lazio: Ischia di Castro (Vt), Canino (Vt), Cellere (Vt), Ischia di Castro (Vt), Montalto di Castro (Vt), Canino (Vt), Tessennano (Vt), Tuscania (Vt), Arlena di Castro (Vt), Piansano (Vt), Tuscania (Vt), Piansano (Vt), Tessennano (Vt), Tarquinia (Vt), Soriano nel Cimino (Vt), Vasanello (Vt), Vignanello (Vt), Gallese (Vt), Corchiano (Vt),
  • Basilicata: Genzano di Lucania (Pz), Matera, Irsina (Pz), Acerenza (Pz), Oppido Lucano (Pz), Bernalda (Mt), Montescaglioso (Mt), Montalbano Jonico (Mt)
  • Puglia: Gravina in Puglia (Ba), Altamura (Ba), Laterza (Ta)
  • Sardegna: Siapiccia (Or), Albagiara (Or), Assolo (Or), Mogorella (Or), Usellus (Or), Villa Sant’Antonio (Or), Nuragus (Su), Nurri (Su), Genuri (Su), Setzu (Su), Turri (Su), Pauli Arbarei (Su), Tuili (Su), Gergei (Su), Las Plassas (Su), Pauli Arbarei (Su), Villamar (Su), Mandas (Su), Siurgus Donigala (Su), Segariu (Su), Guasila (Su), Ortacesus (Su)
  • Sicilia: Trapani, Calatafimi-Segesta (Tp), Castellana Sicula (Pa), Petralia (Pa), Butera (Cl)

Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: lo studio delle aree

E’ arrivato il via libera, con il nulla osta del ministero dello Sviluppo e del ministero dell’Ambiente, alla Sogin per la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), del progetto preliminare e dei documenti correlati. Con questo passo, atteso da anni, si va verso il deposito dei rifiuti radioattivi. Il deposito permetterà di conservare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività. La Sogin è la società statale responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.

I documenti pubblicati da Sogin – sul sito www.depositonazionale.it – sono frutto di “un lavoro coordinato congiuntamente dai due ministeri. La gestione dei rifiuti radioattivi comporta anche per l’Italia una procedura di infrazione europea. Attualmente i rifiuti radioattivi sono stoccati in una ventina di siti provvisori, che non sono idonei ai fini dello smaltimento definitivo”.

Le aree interessate dalla Cnapi sono “il risultato di un complesso processo di selezione su scala nazionale svolto da Sogin in conformità ai criteri di localizzazione stabiliti dall’Isin (Ispettorato per la sicurezza nazionale e la radioprotezione). Che ha permesso di scartare le aree che non soddisfacevano determinati requisiti di sicurezza per la tutela dell’uomo e dell’ambiente. Ai criteri di esclusione sono seguiti quelli di approfondimento, attraverso indagini e valutazioni specifiche sulle aree risultate non escluse”. (Fonti: Ansa e depositonazionale.it)