Rifiuti pericolosi, arrestato un agente della polizia giudiziaria: faceva la “talpa”

Pubblicato il 16 luglio 2010 11:30 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2010 11:52

Faceva la “talpa”, sviando i controlli di vigilanza ambientale e consultando le banche dati di polizia per agevolare i mercanti di scarti, dietro compensi in denaro: un ufficiale di Polizia giudiziaria sarebbe tra i principali protagonisti, insieme a due famiglie marchigiane attive nel settore del trattamento dei rifiuti, del maxi traffico illegale di rifiuti scoperto dal Noe con l’operazione ‘Ragnatela’.

Undici le ordinanze di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, corruzione e accesso abusivo a sistemi informatici notificate agli indagati.

In carcere sono finiti Pietro Palmieri, 62 anni, titolare della Eco service srl di Corridonia (Macerata), mentre il figlio Giordano, 35 anni, responsabile tecnico della società, ha ottenuto gli arresti domiciliari.

Custodia in carcere per i maceratesi Gianfranco Bernabei, 67 anni, e il nipote Adriano, 55 anni, responsabile commerciale e tecnico e coordinatore operativo della Eco Service, e per l’agente della procura di Macerata Marcello Cioppettini, 63 anni, di Macerata e il legale rappresentante e direttore della discarica ‘Senesi’ di Morrovalle Rodolfo Briganti, 51 anni, di Porto Sant’Elpidio (Fermo).

Agli arresti domiciliari invece Enrico Vita, 65 anni, di Macerata, direttore tecnico e preposto della discarica ‘Senesi’, Sergio Gozza, 57 anni, indermediario bresciano di rifiuti, e Paolo Marinelli, 38 anni, di Montecassiano (Macerata), consulente per le attività transfrontaliere dell’Eco Service.

Il gip ha poi disposto l’obbligo di dimora per Francesco Maio, 58 anni, di Lanciano (Chieti), legale rappresentante della discarica ‘Bleu’ di Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani), e Maurizio Campitelli, 49 anni, di Castel Frentano (Chieti), gestore della ‘Bleu’.

Diciannove gli indagati a piede libero fra Marche, Lombardia, Abruzzo e Puglia. Gli impianti di gestione su cui l’organizzazione poteva contare sorgono nelle province di Macerata, Ascoli Piceno, Siracusa, Napoli, Caserta, Roma, Bari, Taranto, Salerno e Brescia.

Dieci le ditte di trasporto al centro dei flussi di rifiuti, operative nelle province di Macerata, Napoli, Caserta, Siracusa e Bari, quattro le discariche pubbliche (a Macerata, Ascoli Piceno, Bari e Taranto). Il valore complessivo dei beni sequestrati (compresi cinque mezzi fra autocarri e auto) e’ di 20 milioni di euro. Un centinaio i carabinieri che hanno preso parte all’operazione, militari del comando della Tutela per l’ambiente e dei comandi provinciali di Macerata, Ascoli Piceno, Chieti e Brescia.