Rifiuti Roma, il piano Clini per evitare la multa Ue

Pubblicato il 25 Marzo 2013 19:28 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2013 19:32

Rifiuti Roma, il piano Clini per evitare la multa Ue (foto LaPresse)

ROMA – Corrado Clini accelera sul piano dei rifiuti di Roma. Il ministro dell’ambiente ha emanato un decreto per affrontare l’emergenza e allontanare il rischio di multa da parte della Corte Europea che fra le principali contestazioni indica l’uso della discarica di Malagrotta (Roma) per rifiuti non trattati. Il decreto impone la funzionalità piena degli impianti di trattamento in modo che entro il 10 aprile  non arrivino più in discarica rifiuti non trattati.

Il decreto, che punta a ”disinnescare” il deferimento dell’Italia alla Corte Europea, ”impone la funzionalità piena degli impianti di trattamento” con tre finalità: ”Far sì che entro il 10 aprile non arrivino più in discarica rifiuti non trattati; incrementare la capacità di produzione di Cdr (combustibile derivato da rifiuti) e Fos (frazione organica stabilizzata) degli impianti di trattamento attivi nel Lazio; adeguare le autorizzazioni degli impianti esistenti affinche’ sia assicurata in via prioritaria la valorizzazione energetica di Cdr e Css (Combustibile solido da rifiuti) prodotto nel Lazio”.

Con questo intervento, inoltre – spiega in un comunicato il Ministero – sarà possibile ”ridurre in maniera decisiva il conferimento in discarica: l’obiettivo e’ arrivare a giugno – quando scadrà la proroga di Malagrotta – in condizioni diverse e migliori. Si potrà valutare a quel punto se (e a quali condizioni) possa servire a Roma una discarica di servizio.

In particolare il decreto prevede quattro punti: 1. La produzione di Cdr (o di Css, secondo il decreto ministeriale 14 febbraio 2013 n.22) deve essere portata a un livello minimo tra il 35% e il 40%; 2.La produzione di Fos deve essere portata a un livello minimo compreso tra il 30% e il 35%; 3.Il livello degli scarti non compostabili (compreso il vetro) non deve superare il 25%; 4.Il recupero dei metalli deve essere assicurato almeno nella misura del 3%.