Rifiuti: a Terzigno torna la tensione, bombe a mano trovate in Cava Sari. Roghi anche a Palermo

Pubblicato il 19 Novembre 2010 8:40 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 10:25

L’emergenza rifiuti in provincia di Napoli sfocia nuovamente in momenti di scontri e paura. Al di là delle tonnellate di spazzatura ancora per strada nel capoluogo partenopeo, e delle polemiche politiche sorte dopo la dichiarazione della Lega di non voler accettare al Nord la spazzatura del Sud, si è riaccesa la tensione nei pressi della discarica di Terzigno. Nel corso della notte non c’è stato infatti nessun passaggio di autocompattatori e nessuno sversamento, nella Cava Sari di Terzigno. “Siamo dei somari e adesso anche dei mafiosi, se la vedano loro con la loro spazzatura”, aveva tuonato il viceministro Castelli.

Nonostante le previsioni, la discarica non ha ripreso a ingoiare i rifiuti dei 18 comuni della “zona rossa” del Vesuviano dopo l’iscrizione nel registri degli indagati del primo cittadino, Domenico Auricchio, che lo scorso sabato 13 aveva firmato un’ordinanza che bloccava i conferimenti nel sito. Un documento che è stato preso in esame dai magistrati della Procura di Nola secondo i quali la chiusura dello sversatoio è risultata immotivata dal momento che, secondo le analisi in loro possesso, non vi sono livelli di inquinamento nelle falde acquifere.

La tensione comunque ha ripreso a prendere corpo. Dopo il ritrovamento, nel tardo pomeriggio di giovedì, di tre ordigni via Zabatta, in serata un centinaio di manifestanti sono scesi in strada e si sono recati nei pressi della Rotonda Panoramica. La forte pioggia però li ha costretti a far rientro nelle proprie case.

Niente sversamenti di rifiuti nella notte tra giovedì e venerdì a Cava Sari di Terzigno, la discarica nei pressi della quale, nel pomeriggio di giovedì, erano state trovate tre bombe a mano. La zona è stata presidiata dai comitati di cittadini che vogliono impedire il passaggio degli autocompattatori, nonostante la Procura della Repubblica di Nola abbia indagato per interruzione di pubblico servizio il sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio, che nei giorni scorsi, con un’ordinanza, aveva vietato ai camion di sversare nell’invaso di cava Sari.

5 x 1000

Un’ordinanza simile a quella di Auricchio è stata emessa dal sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella: quel Comune, però, ricade nel territorio di competenza della Procura di Torre Annunziata Effetto dell’iniziativa giudiziaria dei magistrati nolani potrebbe essere la ripresa degli sversamenti nella cava Sari tanto è vero che il questore di Napoli, Santi Giuffrè, aveva detto di aspettarsi una ”notte calda” sul fronte dell’ordine pubblico.

Il presidio degli abitanti di Terzigno e di Boscoreale è durato alcune ore, fino a notte inoltrata. Poi la maggior parte dei manifestanti, quando ha cominciato a cadere una pioggia battente ed il freddo si è fatto più intenso, è tornata a casa. Ma la decisione era stata comunque quella di soprassedere dallo sversamento di rifiuti a Cava Sari.

Ma c’è un’altra città che continua ad aver problemi con la raccolta ed è Palermo. Ancora roghi di cassonetti questa notte nel quartiere di Bonagia, uno dei più penalizzati dai disservizi dell’azienda comunale Amia che non riesce a garantire la pulizia della città. Gli abitanti esasperati dai cumuli di pattume hanno appiccato il fuoco a tappeto in tutto il rione, costringendo i pompieri a una notte di continuo lavoro. Gli incendi si sono susseguiti in via del Bassotto, via del Levriere, via Guido Rossa, via del Volpino, via della Giraffa.