Rifiuti tossici sotto l’autostrada A4, giudici: “Scorie radioattive e veleni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2014 11:56 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2014 11:56
Rifiuti tossici sotto l'autostrada A4, giudici: "Scorie radioattive e veleni"

Rifiuti tossici sotto l’autostrada A4, giudici: “Scorie radioattive e veleni”

BRESCIA – Scorie radioattive e veleni sono celati sotto l’autostrada A4. Scorie nascoste forse da 25 anni, quando l’autostrada fu costruita. Una “autostrada dei veleni” o “autostrada dei fuochi”, così la chiamano gli abitanti di Castegnato, in provincia di Brescia. Ad indagare sull’autostrada e sul “tesoro” di scorie e rifiuti tossici che cela sono le procure di Treviso e Brescia.

Giuseppe Orizio, sindaco di Castegnato, teme per la salute della falda acquifera e dei cittadini, spiega a Paolo Berizzi di Repubblica di aspettare spiegazioni:

“Per capire bisogna badare alle parole dei contadini bresciani. Loro la A4 la chiamano l’“autostrada dei fuochi”. Forse esagerano. Forse sono solo in anticipo. I contadini conoscono la terra meglio di tutti e la terra qui è infetta da anni. Anche se non ci sono roghi, anche se il veleno non ha ancora spappolato i polmoni dei bambini, come in Campania. Qui i sindaci fanno i pompieri e ti ripetono che l’acqua è buonissima perché la falda — almeno la prima, la seconda chissá — i “fuochi padani” (cromo, amianto, arsenico, nichel) non l’hanno ancora sfiorata. «I risultati dati dai sei perizometri per ora non sembrano creare allarmi — spiega Orizio — . Ma è un solo un riscontro parziale»”.

La prima Procura ad indagare sul caso è stata quella di Brescia, basandosi su due denunce da Arpa e dal Comune di Castegnato:

“«Non è lunare ipotizzare che altri veleni siano sparsi lungo altri tratti dell’autostrada — dice Maria Luisa Pastore, direttrice dell’Arpa — . Ma per poterlo stabilire occorre ispezionare il sottosuolo anche in altri punti. Aspettiamo gli esiti dei campioni, poi faremo le opportune valutazioni»”.

Il reato ipotizzato dalla procura è quello di smaltimento illegale di rifiuti tossici e traffico illegale di rifiuti, a cui potrebbe aggiungersi l’ipotesi di disastro ambientale se la situazione si rivelasse più estesa di quanto immaginato. Tra gli indagati, scrive Repubblica, anche Pierluca Locatelli, imprenditore bergamasco dei rifiuti:

“Apriamo una parentesi sull’Alta velocità. Dicembre 2011. Scandalo tangenti al Pirellone: l’inchiesta sulle discariche che porta in carcere, tra gli altri, l’ex assessore lombardo all’Ambiente Franco Nicoli Cristiani (“stecca” da 100 mila euro) e il suo beneficiato, l’imprenditore bergamasco dei rifiuti Pierluca Locatelli. Non sono parole da contadini quelle intercettate tra Locatelli eil suo braccio destro Giovanni Pagani. «Ho incontrato Trotta (responsabile per Pizzarotti spa del cantiere Brebemi di Urago d’Oglio)… non mi sono permesso di dirgli se si possono usare le scorie al momento…», dice Locatelli. Il clan dello smaltimento facile — dopo avere avvelenato il sottomanto della direttissima Brescia-Bergamo-Milano (Brebemi) — punta a «seppellire le scorie sotto la Tav».”.

Anche la Procura di Treviso indaga sull’A4 dall’aprile del 2013, scrive Berizzi:

“Il Noe dei carabinieri mette il naso in un cantiere a Roncade, nel trevigiano. Si lavora per il potenziamento della Venezia-Trieste. I camion dell’azienda Mestrinaro spa trasportano il materiale che finisce intombato sotto il manto autostradale. Che contiene? Arsenico e nichel. Veleno per la salute e per l’ambiente. Lo chiamano materiale inerte: in realtà agisce e fa danni”.

Silvio Parzanini, presidente di Legambiente Franciacorta, ha spiegato a Berizzi:

“«Smaltire questa roba costa più di 100 euro a tonnellata. Nasconderla sotto l’autostrada è un “business”!». Prendi i 18 chilometri della “Valdastico” (A31; la A4 corre non lontana). La Dda di Venezia ha accertato che per realizzarla sono stati utilizzati 155mila metri cubi di scorie di acciaieria non inertizzate”.