Riforma Gelmini, confusione a scuola: come valutare gli studenti?

Pubblicato il 28 Settembre 2011 12:53 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2011 12:54

ROMA – Ogni regione ha i suoi criteri di valutazione. Il dopo riforma Gelmini fa sprofondare la scuola nel caos. Studenti del Lazio sono valutati diversamente dai compagni che studiano in Piemonte. Anche i ragazzi bocciati che seguivano il programma del vecchio ordinamento hanno i loro problemi. Saranno inseriti in classi del nuovo ordinamento, con programmi differenti e dunque l’impossibilità di recuperare le lacune.

Il sindacato della scuola Uil, guidato da Massimo Di Menna, sollecita il ministero: “accia chiarezza su voti e pagelle, vanno forniti alle scuole riferimenti chiari ed omogenei”. Una nota della Uil spiega: “Se studi al liceo delle Scienze umane, la Matematica viene valutata con un doppio voto: scritto e orale. Se sei iscritto al liceo Classico, a parità di piani di studio e di orario, viene valutata con un unico voto”. Non solo differenze tra licei, ma anche tra metodi di valutazione regionali: “Se studi in Piemonte, in base alla decisione assunta in tale regione, al Classico per la Matematica c’è un doppio voto. Se il liceo è nel Lazio, in analoga situazione, il voto è unico”.

Il problema del doppio od unico voto è importante. Se un ragazzo ha delle insufficienze nelle valutazioni scritte e recupera con le valutazioni orali, ma poi si sceglie di far valere solo un tipo di valutazione piuttosto che la media delle due, si decide per la promozione o la bocciatura. Una valutazione non uniforme lascia dunque spazio a possibili ricorsi da parte degli studenti eventualmente bocciati.

La Uil ha poi sottolineato che “lo scorso anno, a novembre, il ministero aveva diramato una circolare che ragionevolmente nell’anno di esordio del riordino, suggeriva di lasciare le cose com’erano prima della riforma, rinviando ad una nota successiva per indicazioni certe. Quest’anno, a lezioni già iniziate, è urgente che ciò avvenga. D’altronde la piena definizione dei decreti di riforma richiede solo la definizione delle classi di concorso, questione che non ha alcun riferimento con questi problemi di valutazione. Sarebbe quindi ragionevole intervenire in tempi rapidi”.