Rigopiano, Giorgia Galassi e Vincenzo Forti: “Nessuno ha avvertito del pericolo valanga” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 gennaio 2017 19:49 | Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2017 19:49
Rigopiano, Giorgia Galassi e Vincenzo Forti: "Nessuno ha avvertito del pericolo valanga" VIDEO

Rigopiano, Giorgia Galassi e Vincenzo Forti: “Nessuno ha avvertito del pericolo valanga” VIDEO

TERAMO – Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, i due fidanzati di Giulianova sopravvissuti alla valanga che si è abbattuta sull’hotel Rigopiano il 18 gennaio, raccontano i momenti terrificanti. “Nessuno ha avvertito del pericolo valanga”, raccontano i due fidanzati che dopo ore di inferno sono stati salvati dai vigili del fuoco. Loro sono tra gli 11 sopravvissuti al disastro, mentre il 25 gennaio il bilancio è di 25 morti e ancora 4 dispersi.

Giorgia Galassi racconta della paura vissuta, del momento in cui ha sentito i soccorritori arrivare e di quando hanno ripreso lei e il fidanzato Vincenzo per i piedi. “Sono Giorgia, sono viva”, ha gridato la ragazza ai vigili del fuoco che le stavano salvando la vita:

“Abbiamo sentito rumori poi il nome di Mauro e abbiamo gridato di gioia. I soccorritori ci hanno tenuto su, ci parlavano. Ripetevano ‘siamo qui e non ce ne andremo fino a quando non vi tiriamo fuori’. Vincenzo è stata la mia forza. Ha un carattere forte e trova sempre un motivo per andare avanti. Io e Vincenzo non ci siamo separati nemmeno un’ora. Non abbiamo mai mollato”.

Alla fine ha pianto parlando di Giulianova e dell’affetto di chi ha sperato con la sua famiglia che tornasse salva dall’hotel Rigopiano:

“Poco prima della valanga eravamo vicini con Francesca Bronzi sul divanetto di vimini bevendo un tè ma in tre minuti ci siamo ritrovati sotto le neve”.

A fargli da scudo il divanetto, racconta ancora Giorgia:

“In quei momenti non puoi pensare sennò impazzisci ma concentrarsi che prima o poi qualcuno arriva. Ci passavamo il ghiaccio per bere e dividevamo a metà e ci parlavamo. Siamo stati presi dai vigili del fuoco che hanno fatto un buco nel divanetto e ci hanno estratto per i piedi”.

Nelle ore che hanno preceduto la sciagura, la preoccupazione in hotel era tutta per il sisma, dice ancora Giorgia:

“Ci dicevano di stare tranquilli perché quell’hotel ha resistito ai precedenti terremoti”.

Ma tutti volevano andarsene, racconta ancora il fidanzato Vincenzo:

“Avevo le valigie in macchina volevo andare via. Siamo arrivati martedì (il giorno prima la valanga del 18 gennaio, ndr.) alle 16. I vigili locali ci hanno bloccato al bivio di Farindola, ci hanno detto di aspettare lo spazzaneve e poi siamo passati”.

Nell’hotel hanno dormito una sola notte, poi circa 50 ore ore sotto le macerie.

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