Rimini : il Tribunale annulla il foglio di via, la città a rischio prostitute

Pubblicato il 19 maggio 2010 8:03 | Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2010 10:41

Una sentenza del Tribunale di Rimini rischia indirettamente di portare la città indietro di anni, quando le strade erano piene di prostitute e transessuali che si vendevano sotto gli occhi di tutti, tanto che Rimini era diventata “famosa” tra i turisti per il giro in auto sul lungomare.

E’ quanto sostiene  la Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha reso noto di voler presentare ricorso contro la decisione dei giudici. Il Tribunale ha infatti accolto i ricorsi presentati dai legali che assistono prostitute colpite da fogli di via.

Negli ultimi anni la prostituzione era praticamente sparita dalle strade riminesi, grazie al cosiddetto “metodo Pezzano”, introdotto dall’ex Questore Antonio Pezzano, che nel 2008 aveva ripescato una vecchia legge sulle misure di prevenzione nei confronti di persone pericolose o che offendono la pubblica moralità, grazie alla quale le forze dell’ordine potevano dare il foglio di via obbligatorio alle prostitute trovate a “lavorare” in strada.

Ma contro l’utilizzo del foglio di via erano partiti numerosi ricorsi da parte dei legali delle prostitute, i quali hanno invocato la mancanza di reale pericolosità verso l’incolumità pubblica da parte delle prostitute. Insomma, secondo i difensori, mancherebbe una motivazione plausibile per il foglio di via.

Ora il Tribunale ha dato loro ragione anche in base ad una sentenza della Corte Europea che non ammette le espulsioni di cittadini comunitari (e la nazionalità di molte delle donne che hanno presentato ricorso è romena), anche se condannati penalmente, sempre che non costituiscano una minaccia.

Mentre per Pezzano e la Papa Giovanni XXIII la minaccia era presente, il Tribunale non la ritiene fondata. Il responsabile nazionale del settore Prostituzione dell’associazione, Roberto Gerali, ha dichiarato al sito Newsrimini: «Proviamo un’amarezza terribile. Vedrete che durante l’estate le strade della Provincia di Rimini saranno di nuovo invase dalle schiave costrette alla prostituzione. Il provvedimento di Pezzano permetteva alla polizia di intervenire subito per liberarle. Naturalmente si trattava di uno strumento da affiancare a una legge. Continuiamo a chiedere che diventi legge il disegno di legge del ministro Carfagna, che dal settembre 2009 giace nelle commissioni Affari Costituzionali e giustizia del Senato. Questo prevede di punire il cliente e, allo stesso tempo, non tocca la legge Merlin, vietando la prostituzione anche al chiuso. A questo giudizio del tribunale di Rimini ci opporremo in qualche modo, ci appelleremo».