Rimini. Lui, lei e il bebè. Truffe seriali ai ristoranti col trucco della giacca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 ottobre 2014 16:26 | Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2014 16:26
Rimini. Lui, lei e il bebè. Truffe seriali ai ristoranti col trucco della giacca

Rimini. Lui, lei e il bebè. Truffe seriali ai ristoranti col trucco della giacca

RIMINI – Una giovane coppia vestita di tutto punto e un bambino piccolissimo. Tre o quattro mesi al massimo. Identikit della famigliola perfetta che nessun ristoratore sorveglierebbe perché a rischio fuga prima di pagare il conto.

E invece, a Rimini, succede proprio questo. A raccontarlo con tanto di racconto arrabbiato di ristoratore gabbato, è Quotidiano Nazionale. E non si tratta di due dilettanti che hanno tentato il colpo. La coppia segue un copione preciso e ha già colpito in diversi ristoranti della zona. Grazie a un trucco vecchio ma sempre efficace: le giacche vecchie. I due, infatti, dopo aver mangiato e bevuto a sazietà si allontanano uno per volta dal tavolo. Là lasciano le giacche. E non le tornano più a prendere perché si tratta di vestiti vecchi e logori. Lo stesso per quanto riguarda i giocattoli del bambino: vecchi e rotti.

Il racconto di QN

La coppia, sicuramente italiana, ha già messo a segno diversi ‘colpi’ nei ristoranti riminesi, e l’ultimo l’hanno fatto al ‘Gabbiano’ di Torre Pedrera. Maurizio, titolare del locale, di clienti che hanno cercato di mangiare a sbafo ne ha visti parecchi.

Conosce quasi tutti i trucchi, ma questo, ammette, non l’aveva mai visto. «Sono arrivati una sera con un bimbo di 3-4 mesi — racconta — erano due bei ragazzi e vestiti con una certa eleganza. Si sono seduti a un tavolo con il piccolo e hanno ordinato». Una cena con i fiocchi, senza farsi mancare niente, e tutto rigorosamente di pesce. «Hanno cominciato dall’antipasto, poi è stata la volta del tris di primi con aragosta e poi secondo, dolce e bottiglia di vino, di quelle buone. Una cena di circa 100 euro». Finito di mangiare, come tutte le famigliole si sono attardate un po’ a tavola. «Il primo ad uscire è stato il ragazzo con in braccio il bambino. Nessuno ci ha fatto caso, è abbastanza normale che con un bimbo così piccolo uno dei genitori si alzi per portarlo un po’ fuori». Ma nessuno poteva immaginare che quello era solo il primo ‘atto’ del piano che avevano in mente.

«Dopo circa dieci minuti — continua Maurizio — si è alzata anche la ragazza. Anche se la sala era piena, di solito teniamo d’occhio i tavoli. Ma in questo caso tutte le loro cose erano rimaste lì. C’erano i giubbotti dei genitori e i giocattoli del bambino». Certo non immaginavano che il trucco consistesse proprio in questo. «Quando dopo un pezzo abbiamo visto che non erano tornati, abbiamo capito che erano scappati. Siamo andati a guardare i vestiti che avevano lasciato al tavolo e abbiamo scoperto che era tutta roba vecchia, giacche da quattro soldi e giocattoli rotti. Ci avevano fregato». I due col bimbo al seguito avrebbero colpito altre volte nella zona. «So che altri colleghi ci sono cascati, ed è meglio che i ristoratori stiano all’erta. Questi sono davvero dei professionisti».