Rimini: pallone finisce in una casa abbandonata, due ragazzini vanno a prenderlo. Procura chiama i carabinieri

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 10 Giugno 2021 10:32 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2021 10:32
rimini: pallone finisce in una casa abbandonata, due ragazzini vanno a prenderlo. Procura chiama i carabinieri

rimini: pallone finisce in una casa abbandonata, due ragazzini vanno a prenderlo. Procura chiama i carabinieri (Foto Ansa)

Incredibile a Rimini: due ragazzini vanno a recuperare un pallone in una casa abbandonata. Qualcuno li vede e chiama il proprietario. Morale della favola: i due (10 e 12 anni) vengono segnalati alla Procura e portati in caserma. 

Persino i carabinieri che li hanno interrogati sono rimasti stupiti e anche un po’ imbarazzati. Come trattare due bambini (perché di questo si tratta) che volevano solo recuperare la palla con cui giocavano? Si può procedere per violazione di proprietà privata in casi come questi? Ci manca solo che il proprietario glielo bucasse quel pallone.

Rimini: ragazzini in caserma dai carabinieri, avevano recuperato il pallone da una casa abbandonata

Due ragazzini di 10 e 12 anni sono stati sottoposti a formale interrogatorio in caserma dai carabinieri. La loro colpa è di essere entrati in un immobile disabitato dove, avrebbe spiegato il più piccolo, era finito il pallone con cui stava giocando.

E’ successo in provincia di Rimini e i due sono stati destinatari di un invito a comparire della Procura per i minorenni. Tutto è nato dalla querela del proprietario della casa: i due sono accusati di invasione di edifici in concorso.

Lo stupore dell’avvocato (e anche dei carabinieri)

“Sono stato molto sorpreso da questa convocazione di fronte ai carabinieri”. Così ha detto l’avvocato Alfonso Marra, che li assiste. Il fatto contestato risale a fine aprile. Il più grande, ha riferito il legale, ha spiegato che non era presente, mentre l’altro ha detto di essere entrato da una finestra aperta, per prendere un pallone. Un vicino li ha visti e, forse pensando si trattasse di ladri, ha avvisato il proprietario, che li ha denunciati.

“Sono rimasti traumatizzati e impauriti da questa vicenda. Il più piccolo, che fa la quarta elementare, pur consapevole di aver fatto una marachella, tutto si aspettava tranne che questa convocazione di fronte ai carabinieri, che ci tengo a dire sono stati squisiti, hanno avuto una grande sensibilità, lo hanno rassicurato quando si è messo a piangere”.

“Il collega – ha spiegato il procuratore per i minorenni Silvia Marzocchi, interpellata sul caso – mi ha riferito che si trattava di un brutto fatto di invasione con atti vandalici, che l’interrogatorio serviva per raccogliere elementi su altri correi, e per far comprendere la gravità del fatto. Segnalo che l’interrogatorio è prima di tutto uno strumento di difesa, che c’è la possibilità di non presentarsi e che la polizia giudiziaria è formata per trattare con i minori.

Segnalo anche che la Cassazione impone le indagini anche nei confronti dei non imputabili, che hanno diritto a proscioglimenti nel merito anziché la dichiarazione di non imputabilità”.