Riscuotevano la pensione dei parenti deceduti, presunta truffa da 272mila euro

di Redazione blitz
Pubblicato il 16 gennaio 2018 7:22 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2018 6:50
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Riscuotevano la pensione dei parenti deceduti, truffa da 272mila euro

BOLOGNA – Incassavano le pensioni dei parenti defunti, in alcuni casi anche da anni, continuando a riscuotere gli assegni Inps, sui quali si erano fatti precedentemente delegare alla consegna. Per questo, la Guardia di Finanza di Bologna in collaborazione con l’Inps nazionale e provinciale, hanno denunciato alla Procura 12 persone, quasi tutte residenti nel bolognese per un totale di importi sottratti di oltre 272 mila euro.

Nei confronti di 9 di essi, il Gip di Bologna, Rossella Materia, su richiesta del sostituto Venturi, che ha coordinato le indagini, ha emesso un decreto di sequestro preventivo per 160mila euro, al fine di sottrarre alla disponibilità degli indagati il corrispondente illecito profitto.

Le indagini erano partite nel 2016, e inizialmente avevano interessato il solo comune di Bologna permettendo di individuare 4 persone che avevano percepito le pensioni di defunti per un importo complessivo di oltre 190mila euro.

La seconda fase dell’indagine ha invece riguardato l’approfondimento di 25mila posizioni di soggetti deceduti nel triennio 2013/2015, su tutto il territorio metropolitano. I finanzieri hanno quindi scovato altre 12 persone, tutte residenti nella provincia di Bologna (ad eccezione di una residente nella provincia di Ravenna), che, nascondendo all’INPS il decesso di loro congiunti, hanno usufruito illegalmente delle loro pensioni favoriti anche dal fatto che la maggior parte di loro era delegata ad operare sui conti correnti bancari dei parenti estinti.

In un caso è stato riscontrato che uno dei soggetti smascherati ha riscosso la pensione di un familiare morto più di tre anni prima, intascando quasi 62mila euro attraverso ripetuti prelievi bancomat.

Le persone denunciate sono state segnalate anche all’Inps, in virtù dell’apposito protocollo d’intesa stipulato tra la Guardia di Finanza e l’ente previdenziale, che peraltro, nella quasi totalità dei casi aveva già avviato autonome procedure di recupero delle rate pensionistiche indebite.