Ristorante, 4 persone al tavolo resta il limite: niente tavolate quest’estate? Ministero vs realtà

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 1 Giugno 2021 14:54 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2021 17:38
Ristoranti, 4 persone al tavolo resta il limite: niente tavolate quest'estate? Ministero vs realtà

Ristoranti, 4 persone al tavolo resta il limite: niente tavolate quest’estate? Ministero vs realtà (Foto d’archivio Ansa)

Al ristorante non più di 4 persone al tavolo. Questo il limite del Ministero della Salute. O meglio, queste le indicazioni del ministero della Salute. Limite valido sia in zona gialla che in zona bianca. 

Ministero della Salute contro la realtà. La realtà di ora, dove mangiare in 6 non è certo una chimera (all’aperto). Basta rispondere alla domanda del ristoratore che chiede “Tutti parenti?”. “Ma certo”. Ma il Ministero non sa, o meglio fa finta di non vedere la realtà. 

Ristorante, limite di 4 persone al tavolo sia in zona gialla sia in zona bianca

Nelle attività dei servizi di ristorazione, il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Lo precisa il ministero della Salute, richiamandosi al Dpcm dello scorso 2 marzo. Limite che resta sia nelle zone gialle che in quelle bianche.

Caffè al bancone e ristoranti al chiuso a pranzo e cena: anticipo di zona bianca

Intanto c’è un anticipo di zona bianca in tutta Italia. Antipasto di quanto accadrà in 9 regioni e nella provincia di Trento tra il 7 e il 14 giugno. La riapertura in tutto il Paese dei ristoranti al chiuso a pranzo e cena, con l’obbligo di mascherina ogni volta che ci si alza dal tavolo. E la possibilità di tornare a prendere il caffè al bancone del bar.

Il calendario delle riaperture

Il cronoprogramma delle riaperture dunque prosegue. Anzi, nelle tre regioni bianche, hanno riaperto in anticipo tutti i settori la cui ripartenza era prevista per il primo luglio. Piscine al chiuso, centri termali, sale giochi, bingo, casinò, centri ricreativi e sociali, corsi di formazione pubblici e privati.

Aperte anche le discoteche, ma solo per somministrazione e ristorazione: insomma, si mangia e si beve ascoltando musica ma non si può ballare.

Le uniche restrizioni rimaste sono l’utilizzo della mascherina e il distanziamento, oltre al rispetto dei protocolli che regolano i diversi settori indicati nelle linee guida. Nelle tre regioni bianche si può tornare anche a far festa. I ricevimenti dopo matrimoni e comunioni, ma anche compleanni e feste di laurea, sono consentiti. Nelle regioni gialle si dovrà attendere il 15 giugno.

Per parteciparvi, sia in zona bianca che in giallo, serve però una delle tre certificazioni verdi previste dal decreto e che durano 9 mesi: il certificato di avvenuta vaccinazione (dopo la seconda dose oppure 15 giorni dopo la prima) il certificato di guarigione o un tampone negativo effettuato 48 ore prima.

In attesa che arrivi il pass digitale sull’App Io o Immuni (potrebbe già essere pronto per il 15 giugno o al più tardi quando entrerà in vigore il green pass europeo il 1 luglio) basterà la certificazione rilasciata dall’autorità sanitaria.

Le regioni in zona bianca il 7 giugno e il 14 giugno

La prossima data ora da segnare sul calendario è il 7 giugno. Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto passeranno in zona bianca mentre nel resto dell’Italia gialla ci sarà un altro passo verso l’addio al coprifuoco: dalle 23 slitterà alle 24.

La settimana successiva, il 14 giugno, se i dati manterranno l’attuale andamento, toccherà a Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e provincia di Trento passare in bianco mentre le ultime 7 regioni e la provincia di Bolzano dovranno attendere il 21 di giugno, quando sparirà ufficialmente anche il coprifuoco.