Ristoranti, bar…le chiavi al sindaco. Perché non direttamente al virus?

di Lucio Fero
Pubblicato il 30 Aprile 2020 10:42 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2020 10:42
Fase 2. Ristoranti, bar...le chiavi al sindaco. Perché non direttamente al virus?

Ristoranti, bar…le chiavi al sindaco. Perché non direttamente al virus? (Foto Ansa su un esempio di ristorante nella Fase 2)

ROMA – Ristoranti, bar…le chiavi al sindaco.  Ovviamente le chiavi del locale, le chiavi del ristorante, del bar.

Portare le chiavi al sindaco come gesto simbolico. Dire al sindaco, cioè alle autorità, allo Stato, ai Poteri con la maiuscola: adesso prendeteveli voi il mio bar o ristorante che sia.

Prendetevelo voi il bar o ristorante, io depongo le chiavi ai vostri piedi non come gesto di deferenza ma le getto, le sbatto sulla facciata delle vostra casa e del vostro ufficio come gesto di protesta.

Le chiavi del locale sbattute in faccia al sindaco, al ministro, al governo e anche più in generale alla politica. Non è un rituale nuovo, anzi è stato messo in atto da tempo. Praticamente ogni volta che qualcosa va male a qualcuno del settore, qualunque settore, si sbattono in faccia al Potere le chiavi della bottega che va male e non ce la fa.

Da anni le chiavi in faccia al Potere sono una declinazione del doppio comandamento della religione civile.

Primo comandamento: Stato, con la tua burocrazia, con le tue regole e controlli, con le tue tasse stai lontano da me il più possibile, se possibile ignorami, io meno ti vedo e meglio mi sento.

Secondo Comandamento: Stato, mi hai lasciato solo. Devo accorrere, venirmi vicino, anzi sostituirmi: ecco le chiavi.

Succede da anni ogni volta che qualcosa va male (o non va a genio) a qualcuno. Ma stavolta va male, molto male, davvero e proprio per tutti. Per tutti quelli che vivevano del loro bar o ristorante.

Ma che senso ha consegnare le chiavi del bar o ristorante al sindaco? Nessuno, anzi un senso ce l’ha: in senso sbagliato.

Governi, sindaci, Banche centrali e tutte le forme statuali su questa Terra avranno il dovere di prestare soldi, anzi di dare soldi a fondo perduto a chi lavorava di bar e ristoranti oggi chiusi.

Ma nessun Potere al mondo, nessun Potere sul pianeta può dare a bar e ristoranti l’immunità dal contagio.

Bar e ristoranti non potranno funzionare come prima, con clienti l’uno vicino all’altro a respirarsi addosso. Quindi qualche bar e qualche ristorante non potrà più essere tale. Quindi chiuderà e chi ci lavorava avrà diritto ad essere aiutato dalla collettività.

Ma consegnare le chiavi al sindaco, al governo, allo Stato perché non ti fa riaprire subito, presentare pubblico, dolente e irosa istanza per non essere esentati dall’epidemia è pensiero e quindi gesto a senso sbagliato. Se si vuole esenzione dal contagio in nome della categoria, consegnare direttamente le chiavi a coronavirus, è lui che rilascia o toglie licenze di esercizio durante epidemia.