Rivara (Torino): uccide il figlio di 11 anni e si spara. Scarica la colpa sulla ex moglie. Lei: “Vigliacco”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Settembre 2020 12:03 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2020 12:48
Treviso, la fidanzata lo lascia e lui tenta di violentare la madre di lei. Una foto d'archivio Ansa

Treviso, la fidanzata lo lascia e lui tenta di violentare la madre di lei (foto Ansa)

Rivara (Torino): un uomo di 47 anni ha ucciso il figlio di 11 e poi si è tolto la vita.

Omicidio-suicidio nella notte tra 20 e 21 settembre a Rivara (provincia di Torino), in un’abitazione di via Beltramo. Un uomo di 47 anni, Claudio Baima Poma, operaio in un’azienda meccanica, ha utilizzato una pistola non legalmente detenuta per uccidere il figlio di 11 anni. Poi, con la stessa arma, si è tolto la vita.

L’allarme è scattato poco prima delle due. Sono in corso gli accertamenti sull’episodio da parte dei carabinieri della compagnia di Venaria Reale (Torino). Successivamente si è scoperto che l’uomo aveva annunciato la tragedia su Facebook.

Rivara: l’ultimo post prima dell’omicidio

Aveva annunciato su Facebook l’omicidio del figlio e il suo successivo suicidio. In un lungo post via social l’uomo ha raccontato la sua depressione, scaricando gran parte delle responsabilità del gesto sull’ex moglie. “Noi partiamo per un lungo viaggio, dove nessuno ci potrà dividere, lontano da tutto, lontano dalla sofferenza”, ha scritto l’operaio pochi minuti prima di premere il grilletto contro il figlio e contro se stesso.

Carlotta Rocci su Repubblica Torino racconta che l’uomo soffriva di depressione. Prima del gesto estremo avrebbe lasciato un messaggio su Facebook alla moglie: “Andrea e il suo papà per sempre insieme”. Si conclude così un lungo post che l’uomo ha scritto su Facebook alla moglie. Uno scritto nel quale annuncia le sue intenzioni e racconta come i suoi problemi siano cominciati con un mal di schiena che ha compromesso anche l’uso di una gamba. E poi la depressione.. “Attacchi di panico, tachicardia, non riuscivo a dormire la notte, avevo spesso ansia. La depressione è una malattia che ti logora internamente, ti devasta giorno per giorno. Ho perso la mia battaglia contro la depressione. Ho perso la fiducia, non ho più voglia di soffrire”.

La replica della moglie: “Vigliacco”

“Erano molto legati, al massimo pensavo potesse fare del male a me. Non a nostro figlio…” Così la madre dell’undicenne ucciso a Rivara dal padre, che poi si è suicidato. I due si erano separati un anno e mezzo fa, dopo dodici anni.

La donna era andata a vivere poco distante dalla villetta in cui è avvenuta la tragedia. “Avrebbe dovuto tornare da me oggi pomeriggio. Sembrava tutto normale”, dice la donna, respingendo le accuse lanciate dall’ex via Facebook: “Vigliacco… Ha dato colpe a me di cose che lui non era in grado di affrontare…”. (Fonti: Ansa e Repubblica Torino)