Roberta Ragusa, l’accusa: “Antonio Logli ha distrutto il cadavere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2014 18:46 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2014 18:46
Roberta Ragusa

Roberta Ragusa

ROMA – Secondo una relazione che sarebbe stata consegnata oggi, 14 maggio, alla Procura di Pisa “Antonio Logli avrebbe distrutto il cadavere di Roberta Ragusa” e per questo sarebbe “accusato di omicidio volontario e non più di occultamento di cadavere, bensì di distruzione dello stesso, motivo per il quale i resti della donna non sarebbero mai stati più trovati”. Si stringe il cerchio intorno ad Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, la donna scomparsa tra il 13 e il 14 gennaio 2012 dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme in provincia di Pisa.

Inoltre “le testimonianze compatibili con quella di Gozi – scrivono i carabinieri – sono quelle di Margherita Latona, ex collaboratrice domestica di famiglia, Silvana Piampiani, una vicina di casa, e Filippo Campisi, vigile del fuoco in transito in zona. Tutti collocano Antonio Logli in via Gigli la notte della scomparsa e il pompiere riferisce di avere sentito un urlo di donna“.

Questo, in sintesi, il risultato del summit che oggi, mercoledì 14 maggio, si è tenuto in Procura. Il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Brancadoro e il colonnello Vincenzo Molinese, che guida il reparto crimini violenti del Ros di Roma hanno incontrato il procuratore Ugo Adinolfi e con ogni probabilità hanno consegnato gli ultimi atti relativi all’inchiesta che vede indagato il marito della donna, Antonio Logli.

I due ufficiali, come riportano le agenzie, avrebbero consegnato al procuratore una sintesi ‘georeferenziata’ dei principali atti investigativi: una relazione nella quale sono indicati luoghi e orari in base alle testimonianze raccolte e ad altri indizi di colpevolezza a carico di Logli, accusato di omicidio volontario e non più di occultamento di cadavere, bensì di distruzione dello stesso, motivo per il quale i resti di Roberta Ragusa non sarebbero mai stati più trovati.

L’impianto accusatorio, è sintetizzato nella relazione congiunta, si fonda essenzialmente”su tre nuove testimonianze emerse negli ultimi mesi e che supportano quanto detto in fase di incidente probatorio da Loris Gozi che ha riferito di avere visto Logli litigare con qualcuno quella notte in via Gigli, smentendo quanto da lui raccontato agli inquirenti: ovvero che non si era mai mosso da casa e che aveva scoperto dell’assenza della moglie solo il mattino seguente quando si è svegliato”.