Roberta Ragusa, il figlio Daniele Logli al fianco del padre al processo d’appello

di Redazione blitz
Pubblicato il 28 marzo 2018 14:41 | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2018 14:41
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Roberta Ragusa, il figlio Daniele Logli al fianco del padre al processo d’appello

FIRENZE – E’ in corso davanti alla Corte d’assise d’appello di Firenze il processo di secondo grado contro Antonio Logli, l’uomo già condannato in primo grado per omicidio e distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, scomparsa da San Giuliano Terme (Pisa) tra il 13 e il 14 gennaio 2012 e mai più ritrovata.

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Logli era stato condannato con rito abbreviato a 20 anni.

Al suo fianco il primogenito Daniele, 21 anni, che nei giorni scorsi ha presentato al tribunale, attraverso il suo legale, l’avvocato Beatrice Vestri, una memoria a favore di suo padre. Il primo dei due figli di Roberta e Antonio si è detto convinto dell’innocenza di suo padre, ma non solo.

Il documento sembra anche voler smontare la tesi dell’accusa che ipotizza, per la notte della scomparsa di Roberta, il cui corpo non è mai stato ritrovato, un pesante litigio. Così si legge nel documento:

“La sera tra il 13 e il 14 gennaio 2012 (Daniele) era nella sua camera, a pochissima distanza da quella famigerata scala che porta alla soffitta. Secondo la tesi accusatoria proprio dinnanzi a quella scala si sarebbe verificata la discussione tra il padre e la madre, discussione tanto accesa e furibonda da aver indotto la madre Roberta a scappare di casa temendo per la sua stessa vita. Possibile che una lite così violenta non sia stata sentita o avvertita dallo scrivente? Perché nessuno ha mai chiesto al figlio se avesse udito il litigio tra i genitori o qualcosa di insolito la notte della scomparsa della madre?”.

La tesi della difesa sostiene l’allontanamento volontario e non esclude che Roberta Ragusa possa essere ancora in vita.

L’accusa, basandosi sulla testimonianza del giostraio Loris Gozi, che riferisce di aver assistito, la sera del 13 gennaio, a un litigio in auto tra Ragusa e Logli, ipotizza che la donna sia stata uccisa dal marito e il suo cadavere occultato quella stessa sera.

Il movente, nella ricostruzione dell’accusa, va ricercato nella relazione extraconiugale che da anni Antonio Logli intratteneva con Sara Calzolaio, sua attuale compagna.

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