Roberta Ragusa, Giallo e gli 8 punti per ricostruire la vicenda

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2015 14:10 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2015 14:27
Roberta Ragusa

Roberta Ragusa

ROMA – La scomparsa, Logli indagato, nuove ricerche, il supertestimone, l’amante e il padre indagati, i nuovi testimoni, la richiesta di rinvio a giudizio e la sentenza: questi gli otto punti che utilizza il settimanale Giallo per ricostruire il giallo di Roberta Ragusa, la donna scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Il marito Antonio Logli, inizialmente indagato per omicidio e distruzione di cadavere, è stato prosciolto in questi giorni.

La scomparsa. Nella notte tra il 13 e il 14 gennaio del 2012 Roberta Ragusa scompare dalla sua casa di San Giuliano Terme, Il primo a lanciare l’allarme è il figlio Daniele, che sulla sua pagina Facebook, scrive: “Questo non è uno scherzo. Mia madre è scomparsa questa mattina presto, abbiamo già avvertito le forze dell’ordine, ma chiedo anche il vostro aiuto. È senza documenti, probabilmente in pigiama, è andata via a piedi. Come farà a passare la notte in queste condizioni?”.

Punto numero due: Logli indagato. L’8 febbraio il marito Antonio Logli viene indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Iniziano nuove ricerche. A partire dal 13 maggio le forze dell’ordine e i volontari tornano sul territorio e ricominciano a cercare, senza esito, Roberta. Punto numero quattro: il supertestimone. Nel gennaio del 2013 si fa avanti un testimone, Loris Gozi, che sostiene di aver visto Antonio logli in strada la notte della scomparsa. Nel gennaio del 2013 vengono iscritti nel registro degli indagati anche Sara Calzolaio, per favoreggiamento e il papà di Antonio, Valdemaro Logli. Alla fine usciranno dall’inchiesta. Punto numero sei: spuntano nuovi testimoni. La più importante è Silvana Piampiani che conferma la versione di Loris Gozi. Punto numero sette: il 23 settembre 2014 la Procura chiude le indagini e annuncia di voler chiedere di rinvio a giudizio di Antonio Logli. Punto numero otto, la sentenza: il 6 marzo 2015 il giudice proscioglie Antonio Logli da ogni accusa per non aver commesso il fatto.