Roberto Berardi libero: rilasciato in Guinea dopo oltre 2 anni in carcere. Fu picchiato e torturato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2015 9:54 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 15:39
Roberto Berardi libero: rilasciato in Guinea dopo oltre 2 anni in carcere

Roberto Berardi libero: rilasciato in Guinea dopo oltre 2 anni in carcere

BATA – Rilasciato Roberto Berardi, l’imprenditore italiano detenuto da due anni e sei mesi in Guinea Equatoriale. Berardi è uscito dal carcere di Bata il 9 luglio scorso, ma si apprende solo ora della sua liberazione dalla moglie e dal senatore del Pd Luigi Manconi. Berardi doveva essere liberato a maggio, ma poi tutto fu rimandato di un mese e mezzo.

La notizia, spiegano la moglie di Berardi e Luigi Manconi, “abbiamo dovuto darla con ritardo perchè è stato necessario osservare il silenzio stampa”. “Temevo davvero che Roberto non uscisse vivo da quella prigione – spiega la moglie Rossella – si chiude un periodo per me e per i miei figli di sofferenza e angoscia, ma il primo pensiero è per Roberto e per le sue condizioni di salute. Al telefono è felice ma molto provato”.

“Berardi – ha aggiunto Manconi – è stato liberato giovedì scorso ma solo dopo aver avuto la certezza che Roberto fosse in viaggio per l’Italia si è deciso di dare la notizia”. “Questa storia – aggiunge – si è protratta troppo, incredibilmente e immotivatamente, e se ora c’è un lieto fine il merito è dello stesso Berardi, che ha resistito ad abusi e sevizie. Ma è anche merito della moglie Rossella e dei familiari che non si sono mai rassegnati e di coloro che si sono mobilitati a favore del nostro connazionale”.

“Molto – conclude Manconi – si deve inoltre alla serietà e alla professionalità del nostro ambasciatore, Samuela Isopi, del corrispondente consolare Massimo Spano e di tutta la macchina della Farnesina”.

Berardi, imprenditore edile, 49 anni, accusato di truffa e appropriazione indebita, è stato condannato a scontare una pena di due anni e quattro mesi ed è detenuto nelle carceri lager della Guinea. Nel febbraio 2014 fece arrivare al Tg1 delle foto con una registrazione audio che testimoniavano le torture subite. “Ricevo bastonate e frustate, spiegava Berardi, da due mesi non vedo la luce”.