Roberta Ragusa, processo di appello ad Antonio Logli: sentenza slitta al 14 maggio

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 marzo 2018 8:00 | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2018 8:14
Slitta al 14 maggio la sentenza del processo di Appello a carico di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa

Roberta Ragusa

FIRENZE – Slitta al prossimo 14 maggio la sentenza di appello del processo contro Antonio Logli, già condannato in primo grado a 20 anni per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, scomparsa nel nulla tra il 13 e il 14 gennaio 2012 da San Giuliano Terme (Pisa) e mai più ritrovata. Lo ha deciso il presidente della corte di assise di appello di Firenze, Maria Cannizzaro, al termine dell’arringa di un primo difensore di Logli, l’avvocato Roberto Cavani, che ha parlato oltre due ore e mezzo.

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La prossima udienza proseguirà l’altro difensore dell’imputato, l’avvocato Saverio Sergiampietri, che concluderà con la richiesta di assoluzione. Nel suo intervento Cavani ha ribadito, come già nel primo processo, che “gli indizi raccolti contro Logli sono infondati” e che “i testimoni sono inattendibili”.

Al termine dell’udienza Antonio Logli è tornato nell’abitazione di San Giuliano Terme (Pisa) dove dopo la prima condanna deve rispettare un obbligo di residenza e da dove non può allontanarsi senza autorizzazione dalle ore 21 alle ore 6.

All’udienza che si è svolta mercoledì 28 marzo a porte chiuse per la prima volta è apparso anche il figlio di Roberta Ragusa e Antonio Logli, Daniele Logli. Presenti anche alcuni parenti della donna scomparsa. Ad inizio processo la difesa di Logli ha chiesto di riaprire parte dell’istruttoria per sentire nuovi testimoni, ma dopo un breve ritiro in Camera di consiglio la Corte ha respinto la questione preliminare e il processo ha ripreso con la requisitoria della procura generale. Il processo è seguito all’esterno da diverse troupe televisive.

Il sostituto procuratore generale di Firenze Filippo Di Benedetto al termine della requisitoria ha chiesto la conferma della condanna di primo grado a 20 anni di reclusione e l’arresto in carcere per il marito Antonio Logli. Logli ha ascoltato seduto e impassibile dopo aver seguito la prima parte dell’udienza in piedi. Il pg accusando Logli ha insistito fra l’altro sui racconti dei testimoni.

Durante il suo intervento l’avvocato di parte civile Nicodemo Gentile, che rappresenta l’Associazione Penelope, si è anche rivolto direttamente all’imputato invitandolo ad alzarsi e a spiegare “perché alle 7:30 del mattino” del 14 gennaio 2012 “Logli avesse sentito la necessità di chiamare al telefono l’amante Sara Calzolaio per dire di spegnere il telefono pubblico e lasciare acceso il telefono dedicato. Roberta Ragusa era sparita da solo mezz’ora e poteva essersi recata da qualcuno nelle vicinanze. Perché Logli dette questa indicazione alla sua amante?”.

Questo passaggio è stato riferito dallo stesso avvocato Gentile ai giornalisti aggiungendo che “Logli è rimasto fermo senza fare nessun cenno al suo posto”, “Roberta sapeva di essere tradita dal marito e la sera prima aveva scoperto chi era l’amante, la baby sitter”. “Speriamo che la sentenza sia oggi – ha aggiunto il legale – Roberta Ragusa è morta, ogni ipotesi che parli di un suo allontanamento volontario dall’abitazione è risibile, mentre sono certe le bugie di Antonio Logli”.

 

 

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