Rom a Jesi (Ancona): carovana invade parcheggio, sindaco ordina lo sgombero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 agosto 2015 8:48 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2015 8:49
Jesi (Ancona): sgomberato campo rom, 38 erano pregiudicati

Foto d’archivio

JESI (ANCONA) – Il sindaco di Jesi (Massimo Bacci) emette un’ordinanza per sgomberare un campo rom composto da 43 nomadi e da 18 roulotte e camper, ma loro decidono di restare. Così martedì pomeriggio all’ingresso della zona industriale sono arrivati vigili urbani e carabinieri. Una task force con almeno 20 uomini impegnati che hanno fatto sgomberare con la forza il campo.

A dare la notizia è Il Resto del Carlino che spiega come lo sgombero coattivo abbia coinvolto tutti e 43 i nomadi, di cui 38 pregiudicati, approdati nei giorni scorsi dal Sud Italia. Non sono mancati momenti di scontro verbale, ma non si sono registrati problemi particolari di ordine pubblico. Alcuni di loro sono stati portati in caserma, ma solo per accertarne la reale identità.

Scrive Il Resto del Carlino:

Tra i trentotto pregiudicati, soprattutto per furti e truffe, anche diversi minori. Nessuno gravato da provvedimenti restrittivi. Da diversi giorni era stato notato l’arrivo e lo stazionamento in quella zona di camper e roulotte – una carovana arrivata da Sud Italia – prive di ogni autorizzazione alla sosta in quell’area. Così la polizia locale, guidata dal comandante Liliana Rovaldi, ha notificato a tutti i proprietari delle roulotte e camper i provvedimenti di sgombero a firma del sindaco Bacci. Ma nel primo pomeriggio nessuno degli occupanti dei 18 mezzi aveva abbandonato il campo abusivo: così carabinieri e polizia locale, hanno deciso di procedere all’identificazione e in seguito all’allontanamento dei nomadi.

Sono stati immediatamente allontanati dai carabinieri, guidati dal comandante Mauro Epifani, anche tutti gli occupanti il piazzale dei Divertimenti. Nel tardo pomeriggio di ieri l’area era praticamente sgombera: soltanto due famiglie hanno ottenuto il permesso di restare per motivi di salute. Dovranno sottoporsi a visite mediche nell’ospedale di Jesi. In ogni caso non è stata effettuata alcuna denuncia o provvedimento restrittivo nei confronti dei 43 nomadi identificati.