Rom falsi poveri: conti correnti e macchinoni…in cambio servizi e case

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 gennaio 2014 14:35 | Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2014 14:35
Rom falsi poveri: conti correnti e macchinoni...in cambio servizi e case

Rom falsi poveri: conti correnti e macchinoni…in cambio servizi e case

ROMA – Rom falsi poveri: conti correnti e macchinoni…in cambio servizi e case. La pratica truffaldina di dichiararsi nullatenenti nonostante la disponibilità di beni mobili e immobili non è una specialità esclusiva di rom e sinti. L’ultimo episodio, il sequestro a Roma da parte della Guardia di Finanza di beni per circa 2 milioni di euro intestati a 20 rom residenti presso vari campi nomadi autorizzati, non è l’ultimo. Già a marzo scorso, l’analisi di 3.500 posizioni fiscali aveva segnalato l’esistenza di conti correnti, libretti di risparmio e titoli per quasi 10 milioni. All’epoca un’ottantina di persone di varie nazionalità, soprattutto dalla ex Jugoslavia, ma anche molti italiani, nati proprio a Roma, è stata messa sotto indagine per truffa ai danni dello Stato.

Fingere l’indigenza, descriversi come falso povero è un reato: consente l’accesso ai servizi sociali fino all’assegnazione di alloggi popolari. Sono decine infatti i moduli abitativi che, dal campo in via di Salone al Collatino a quello della Barbuta al confine con il comune di Ciampino, sono stati messi a confronto con le false dichiarazioni attestanti l’indigenza. I nullatenenti per finta, ma spesso nullafacenti per davvero, nascondevano al Fisco e alle autorità che gestiscono le emergenze sociali, conti depositati alle Poste del valore di cento-duecento mila euro a testa, erano intestatari di auto di grossa cilindrata, ma abitavano tranquillamente negli alloggi messi a disposizione gratuita dal Comune. Qualcuno era addirittura in lista per l’assegnazione definitiva di un alloggio popolare.