Rom suicida in carcere: 16 agenti sospesi per insulti su Fb

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 febbraio 2015 14:23 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2015 14:29
Rom suicida in carcere: 16 agenti sospesi per insulti su Fb

Rom suicida in carcere: 16 agenti sospesi per insulti su Fb

ROMA – Sedici agenti di polizia penitenziaria sospesi. Sono quelli degli insulti via Facebook al detenuto romeno suicida nel carcere di Opera. A firmare le sospensioni è stato Santi Consolo, capo del Dap, il dipartimento del Ministero di Giustizia che coordina e gestisce le carceri, che ha già concordato con il direttore del personale “l’avvio del procedimento disciplinare”.

“Ho trasmesso un rapporto corposo – ha aggiunto – predisposto dal nucleo investigativo centrale all’autorità giudiziaria perché faccia le sue valutazioni: se ci sono reati questa amministrazione si costituirà parte civile per danno all’immagine”.

Il capo del Dap non è entrato nel dettaglio delle possibili sanzioni per gli agenti, decisione che non compete a lui, perché come ha spiegato “sarà un organo terzo a decidere sulle sanzioni disciplinari”.

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha poi precisato: “Non si tratta di un organo ad hoc, ma di una commissione disciplinare che interviene nel caso di rilievi”.

La vicenda incresciosa risale a due giorni fa, quando sulla pagina Facebook del sindacato Aslippe qualcuno pubblica la notizia del suicidio nel carcere di Opera di Ioan Gabriel Barbuta, 39 anni, condannato all’ergastolo per omicidio. Fare l’agente carcerario non è indubbiamente mestiere facile ma il rispetto per i morti non si nega a nessuno, aldilà del reato commesso. Almeno in teoria, perché alcuni agenti a corredo della notizia scrivono commenti sarcastici se non di aperto disprezzo.

“Meno uno”. “A me dispiace per i colleghi che si suicidano per soggetti come questo. Per lui no!”, e ancora “chi se ne frega?”, “uno de meno che lo stato non ha da magna…”. Il peggiore: “Consiglio di mettere a disposizione più corde e più sapone…”

Commenti “intollerabili”, come li ha definiti il ministro Orlando, e che ora saranno severamente puniti.