Roma, acqua all’arsenico. Marino: “Allarme ingiustificato”. Ora anche amianto…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 marzo 2014 10:10 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2014 10:10
Roma, acqua all'arsenico. Marino: "Allarme ingiustificato". Ora anche amianto...

Roma, acqua all’arsenico. Marino: “Allarme ingiustificato”. Ora anche amianto…

ROMA – L’acqua all’arsenico aveva già agitato gli abitanti di Roma nord, nonostante il Campidoglio avesse definito tutta la vicenda come un “allarme ingiustificato“. Ora però nelle analisi chimiche dell’acqua spunta anche la contaminazione da amianto, sostanza cancerogena e pericolosa. Tanto che la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta nei confronti dell’Agenzia della Regione Lazio, Arsial, per aver distribuito per anni acqua altamente tossica.

Elena Panarella sul Messaggero spiega:

“A lanciare il primo allarme, che avrebbe già ricevuto conferme autorevoli, sono stati alcuni agricoltori della zona di Malborghetto, che abitano nelle strade indicate nell’ordinanza del Campidoglio, pubblicata con incredibile ritardo rispetto alla data in cui i tecnici della Asl avevano comunicato la tossicità delle acque. Della salubrità della rete idrica di quella zona si occuperà adesso anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, coinvolto in questa vicenda dal consigliere regionale Fabrizio Santori, componente della commissione Ambiente, e da Riccardo Corsetto del comitato DifendiAmo Roma, che anche su questa vicenda hanno depositato esposti in Procura. Ma nel frattempo, a testimoniare la gravità della situazione, ci sono i racconti di alcuni allevatori, che vivono a Malborghetto da sempre. E che, per il momento, preferiscono restare anonimi”.

Un imprenditore racconta:

“«Alcuni decenni fa sono stato costretto dall’amministrazione pubblica ad allacciarmi all’acquedotto regionale Arsial altrimenti non avrei avuto il rilascio delle licenze utili per aprire la mia attività. Durante i lavori per l’allaccio è emerso che le condotte di Malborghetto e presumibilmente quelle degli altri sei acquedotti oggetto dell’ordinanza del sindaco, sono fatte in amianto, il famigerato materiale cancerogeno vietato dalla legge. E da quando io sono qui nessuno le ha mai sostituite»”.

Di arsenico e di amianto si parla da tempo in quelle zone, ma intanto l’acqua è stata usata nelle case, nei terreni agricoli e per dare da bere agli animali. E la situazione di Malborghetto si ripete anche a Camuccini, anche questo acquedotto di proprietà dell’Arsial:

“«è costituito da una rete idrica fatta da tubi in amianto e da pozzi di captazione dell’acqua in un evidente pessimo stato manutentivo». E allora torniamo ai giorni nostri: «Le istituzioni conoscono bene la storia di questi acquedotti regionali: ora basta però», tuonano gli abitanti”.

Ora la procura di Roma ha aperto un fascicolo esplorativo:

“La parola passa ora ai magistrati di Roma, che ieri hanno aperto un fascicolo «esplorativo» sulle notizie riportate da Il Messaggero due giorni fa, a proposito delle presunte responsabilità di Arsial nella gestione delle rete della Regione Lazio. E già nei prossimi giorni potrebbero essere avviati i primi accertamenti”.