Roma, Alemanno: “Dal 2011 basta ai rimborsi d’oro”. Il Pd: “Ma il tetto non c’è”

Pubblicato il 4 Gennaio 2011 15:18 | Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio 2011 15:18

Gianni Alemanno

Il caso era stato lanciato dal Corriere della Sera: il Comune di Roma, che ha un rosso in bilancio da capogiro (intorno ai 10 miliardi) “coccola” i suoi cosiglieri con rimborsi d’oro. La notizia pare abbia irritato il sindaco Alemanno, in questi giorni ospite di Cortina Incontra, il meeting economico-politico promosso da Enrico Cisnetto.

“La vicenda dei rimborsi incontrollati appartiene al passato – si è difeso Alemanno -. Con il decreto legislativo di Roma Capitale è previsto un tetto  in termini espliciti ai consiglieri comunali e municipali”. Il sindaco ammette che la legge sul tetto ai rimborsi non è stata ancora pienamente attuata, manca solo un ultimo adeguamento e la norma sarà vigente dai primi mesi del 2011.

Il sindaco viene però smentito dall’opposizione in Campidoglio. Secondo Umberto Marroni del Pd la difesa di Alemanno sarebbe una vera e propria gaffe: “Il tetto ai rimborsi è stato tolto dalle revisioni della bicameralina parlamentare”.

E intanto arriva sulle pagine del Corriere della Sera un nuovo caso di “rimborso d’oro”. Si tratta di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura del Comune, e, dal dicembre 2009, dipendente della società “Italiana servizi comparto sanità”.

Secondo le cifre riportate dal quotidiano, avrebbe ricevuto come rimborso 7900 euro circa a dicembre 2009, altri 7700 a febbraio e 15500 per gennaio e marzo 2010. La ditta della quale è dipendente è di proprietà di Fiorella Nozzetti e Antonio Borraccino, madre e figlio, che hanno avuto dalla nota Giolitti il diritto di usare il marchio per aprire pasticcerie a Sharm el Sheik e Dubai. Mollicone è anche andato a Istanbul, nel dicembre scorso, per l’inaugurazione di Giolitti in Turchia. E grazie a una delibera comunale, firmata anche da Mollicone, la società Giolitti è entrata tra le botteghe storiche di Roma.