Roma: asilo elimina festa papà e mamma, “discriminano i gay”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 aprile 2018 5:02 | Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2018 20:18
Roma: asilo elimina festa papà e mamma, "discriminano i gay"

Roma: asilo elimina festa papà e mamma, “discriminano i gay”

ROMA – Abolite le feste del papà e della mamma in favore della festa della famiglia considerata più inclusiva e non discriminatoria nei confronti delle nuove famiglie con genitori dello stesso sesso. Questa la scelta all’asilo Chicco di Grano nel quartiere Ardeatino a Roma. Per l’associazione Articolo 26 e per alcuni genitori di altri bambini dell’asilo però la decisione di eliminare le tradizionali feste è una “discriminazione al contrario presa dopo le pressioni di una coppia omosessuale” e sulla vicenda hanno inviato un reclamo al municipio.

Municipio che, dicono dall’associazione, ha difeso la scelta della scuola “facendo intendere che le due secolari celebrazioni sono ideologiche e divisive e quindi ormai da cancellare con una più inclusiva festa delle ‘famiglie'”.

Per Articolo 26 si tratta di “una risposta grottesca poiché è divisivo ledere i diritti di tutti gli altri genitori e bambini ed è ideologico cancellare i massimi simboli dell’umanità, di cui fanno parte sia i due genitori omosessuali, anch’essi nati da uomo e da donna, sia i loro bambini”.

La querelle, che va avanti da alcune settimane, ha visto la scuola inizialmente proporre una festa del papà e della mamma facoltative, “ma – come riferisce l’associazione – ugualmente contestate dalla coppia omosessuale e poi cancellate. Democrazia significa rispettare i diritti della persona e delle minoranze senza annullare i diritti delle maggioranze”.

Nella Capitale già nel 2015 era accaduta la stessa identica cosa nella scuola dell’infanzia Contardo Ferrini, nel quartiere Trieste. “Come genitori, docenti e cittadini – conclude Articolo 26 – affermeremo con ogni mezzo democratico che le differenze culturali, religiose ed educative non possono essere cancellate in nome della falsa cultura della tolleranza”.