Roma, assolto il francese Monnet: “Non picchiò la figlia, fu incidente”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 febbraio 2014 13:48 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2014 13:49

ITALY MAGISTRATES STRIKEROMA – Assolto con formula piena. Julien Monnet ha passato 6 anni d’inferno a Regina Coeli prima, poi in ospedale psichiatrico. La sentenza però lo libera da ogni accusa: non ha sbattuto il volto della figlia sulla gradinata del Vittoriano, a Roma, ma si è trattato solo di un incidente. La bambina gli è semplicemente caduta dalle braccia. Questo dice la sentenza di primo grado su una vicenda che colpì molto l’opinione pubblica. Scrive il Messaggero:

Il 19 luglio del 2008, alle 11 di sera una vigilessa tenta di fermare una persona che cammina in modo concitato tenendo tra le braccia una bambina che piange: si tratta di Monnet e della figlia. La piccola Luna cade dalle mani del padre, sbattendo la testa sulla scalinata dell’Altare della Patria, e viene ricoverata all’ospedale Bambino Gesù. Monnet viene arrestato e portato a Regina Coeli. La vigilessa racconta che l’uomo ha afferrato la bimba per i capelli e ha sbattuto la testa della piccola al suolo, per tre volte. Monnet viene accusato di tentato omicidio. Pochi giorni dopo il ricovero, Luna viene dimessa dall’ospedale: le condizioni di salute sono ottime. Nel frattempo, a Regina Coeli, il francese subisce una cateterizzazione inguinale, dolorosissima, senza anestesia. Per questa vicenda, il medico è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione.

In primo grado, Monnet viene giudicato colpevole, ma assolto perché dichiarato insano di mente. Gli avvocati Michele e Alessandro Gentiloni Silveri, difensori del francese, presentano ricorso in appello: «Monnet è innocente, lo dimostra una perizia», dichiarano spiegando come i referti dimostrino che la bambina non può essere stata colpita al capo tre volte. Ieri, la Corte d’Appello ha assolto l’imputato con formula piena: non si è trattato di un tentato omicidio, ma di un incidente.