Roma, attiviste di Baobab: “Noi insultate e circondate dalla polizia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 maggio 2019 19:24 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2019 19:24
Roma, attiviste di Baobab: "Noi insultate e circondate dalla polizia"

Roma, attiviste di Baobab: “Noi insultate e circondate dalla polizia” (Foto da Facebook)

ROMA – Insulti sessuali alle volontarie di Baobab Experience, movimento di attivisti per i diritti dei migranti. Lo denuncia la stessa organizzazione in un post su Facebook

“Vietato prestare assistenza ai migranti sulla pensilina della stazione. Identificate e minacciate attiviste del team legale”, il titolo del lungo post pubblicato sui social, in cui si racconta che “da circa sei mesi, nel piazzale antistante la stazione tiburtina, il team legale di Baobab Experience, assieme alle associazioni che compongono la rete legale migranti in transito, svolge attività di assistenza e orientamento per decine di migranti temporaneamente presenti nel quadrante. Oltre dieci prese in carico al giorno e altrettanti colloqui per tutelare le posizioni giuridiche e i diritti dei cittadini stranieri esclusi e segregati dalle politiche del governo e dalle cattive prassi dell’ufficio immigrazione”.

“Da qualche settimana – prosegue il posto -, in un contesto di criminalizzazione delle organizzazioni di solidarietà ai migranti, siamo stati presi di mira dal personale di ferrovie, che puntualmente chiama la polizia per vietare qualsiasi attività sotto la pensilina. Le forze dell’ordine hanno tollerato la nostra presenza fino a ieri, quando sono arrivate in forze, identificando le volontarie e alcuni migranti lì presenti per ricevere assistenza, con la minaccia di multe, denunce e fermi. In totale 12 tra agenti di polizia, personale dell’esercito e vigilanti delle ferrovie hanno circondato le tre operatrici e intimidito i presenti, scattando foto e provocando. Per circa due ore i funzionari hanno trattenuto i documenti delle attiviste e tentato di portare in commissariato uno dei migranti che prendeva le loro difese, con l’intento di appropriarsi del suo telefono sul quale credevano ci fossero delle foto e dei video che avevano immortalato la scena. L’epilogo della vicenda? Un nulla di fatto. Non erano stati commessi né reati né violazioni tali da giustificare quella ingente presenza di polizia, che alla fine ha restituito i documenti andando via”.

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Ma non è solo questo: Baobab denuncia anche insulti alle volontaria e gesti sessuali: “Al momento della ritirata ordinata dai vertici del commissariato uno degli agenti presenti, che fin dall’inizio si è distinto per il comportamento provocatorio e ostile, indicando le operatrici come “zecche anarchiche” e più volte mettendo la mano minacciosamente sulla pistola, rivolgendosi ad una volontaria ha per due volte ha messo le mani sul suo membro mimando un gesto sessuale a voler forse indicare la propria superiorità maschile e autoritaria nel modo più volgare possibile”.

“Gli agenti – ha raccontato l’operatrice Giovanna al quotidiano Open – ci hanno circondato, hanno intimidito i ragazzi in fila, che si sono in larga parte allontanati, ci hanno scattato foto e provocato”. Per circa due ore “i funzionari hanno trattenuto i nostri documenti e tentato di portare in commissariato uno dei migranti che ci difendeva. Volevano portarsi via il suo telefono, convinti che avesse fatto foto e riprese. Ma anche fosse, in base a quale legge? A quale ordinanza di un giudice?”, si domanda. (Fonti: Facebook, Open)