Roma, baby gang Balduina a processo. Al telefono dicevano: “Andiamo a picchiare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Maggio 2015 10:25 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2015 10:25
Roma, baby gang Balduina a processo. Al telefono dicevano: "Andiamo a picchiare"

Roma, baby gang Balduina a processo. Al telefono dicevano: “Andiamo a picchiare”

ROMA – “Dai, andiamo a picchiare qualcuno”. Queste le parole che i componenti della baby gang che ha seminato il panico nel quartiere Balduina di Roma dicevano al telefono incuranti delle intercettazioni. Dopo aver aggredito incappucciati e armati di spranghe Enrico Aurili, un ragazzo di 28 anni, si vantavano al telefono di essere famosi: “Siamo diventati famosi. Ci hanno ripreso in tv”.

Adelaide Pierucci sul Messaggero scrive che i ragazzi che fanno parte della baby gang finiranno a processo, ma dopo le diffusioni del video in cui picchiavano Enrico, uscito di casa col suo cane, si vantavano delle aggressioni compiute:

“Alex, 19 anni, e l’amico Claudio, 17, al telefono si vantano delle loro rapine sanguinarie. Alex, con Claudio accanto, chiacchiera con la sua amica Carolina: «Non vedo l’ora di dirtelo. Sono diventato famoso. Stiamo in televisione…». «E perché non me lo puoi dire? E dai» chiede la ragazza. «Vabbè se vi hanno intervistato lo vedo da qualsiasi parte». «No, no non mi hanno intervistato, ci hanno ripreso» precisa Alex, mentre l’amico prepara uno spinello, «Ce l’hai un computer davanti? Clicca “aggressione Monte Mario Balduina”».

In tv infatti erano state rilanciate le immagini del sistema di video sorveglianza di una tabaccheria che inquadra la squadretta (Alex, Claudio e due amici della stessa età), prima a mani nude e poi con i cappucci e le spranghe. Se ne parla perché il camuffamento era servito a colpire Enrico Aurili, il ragazzo con il cane, finito in ospedale in gravi condizioni. Quando la vittima aveva capito che non c’era scampo all’aggressione aveva fatto scappare il suo Schnauzer: «Via, corri Black». E così lo hanno ritrovato in una maschera di sangue sull’asfalto. La notte prima era toccato a una coppia su un’auto a Torrevecchia. In quel caso avevano usato una chiave inglese e dei cric: «Se reagite, vi stupriamo»”.

I due maggiorenni della baby gang, Alex C. e Pierpaolo A., figli di un avvocato e di una insegnante, rischiano il rinvio a giudizio per rapina e lesioni gravissime, mentre i due minorenni Claudio D. e Pavio B. sono ancora accusati di tentato omicidio e sarà il tribunale dei minori a giudicare la loro posizione:

“Nella stessa telefonata intercettata Alex e Claudio («che vivono in simbiosi» annotano i carabinieri) oltre che con l’amica Carolina parlottano tra di loro: «Andiamo a Campo de fiori stasera?» chiede Claudio. ««Che voi fa?» risponde Alex. «Menà quarcuno» ci ride su Claudio. La squadretta aveva messo a segno le due rapine nella stessa notte, il 2 ottobre, la prima in via Diano Marina (alle 23.50) in via largo Lucio Apulei (2.30). Dalle immagini un poliziotto aveva riconosciuto Alex e tramite il suo profilo facebook era risalito agli altri nomi. Le intercettazioni confermeranno”.