Roma, baby gang di Villa Borghese sgominata: rapinavano e picchiavano i coetanei

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2018 11:05 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2018 11:05
Roma, Baby gang picchiava e rapinava coetanei: arrestati

Roma, baby gang di Villa Borghese sgominata: rapinavano e picchiavano i coetanei

ROMA – Una vera e propria baby gang quella che aggrediva e rapinava adolescenti nell’area tra villa Borghese e piazza Mancini a Roma. Quattro giovanissimi, di età compresa tra i 16 e 17 anni, diventati l’incubo dei loro coetanei nel quartiere bene dei Parioli, sono stati identificati e arrestati dai Carabinieri della Stazione Roma Flaminia, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di Roma, con l’accusa di rapina aggravata in concorso.

Il provvedimento cautelare notificato ieri dai Carabinieri scaturisce dalle indagini scattate dopo due episodi avvenuti l’8 giugno e il 4 luglio scorsi. Il primo episodio è avvenuto verso le 21:15, nel quartiere di Vigna Stelluti, dove un ragazzo romano è stato rapinato dai quattro. Al giovane la gang ha sottratto un cellulare e i soldi che aveva nel portafogli, dopo essere stato minacciato e poi colpito allo stomaco con un pugno. Il secondo episodio è avvenuto verso le 21:30, a Villa Borghese.

Nel mirino questa volta tre ragazzi, a cui la baby gang ha sottratto, dopo averli accerchiati, soldi, collanine, orologi, capellini, cinture firmate, cellulari, minacciandoli di ritorsioni se avessero denunciato l’accaduto. Poi hanno colpito una delle tre vittime con un pugno al volto ed un calcio e sono fuggiti. Il giovane portato al pronto soccorso è stato medicato e dimesso con 10 giorni di prognosi.

Grazie alle indagini dei militari i presunti responsabili sono stati riconosciuti in foto e individuati. La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni ha concordato con l’attività investigativa condotta dai Carabinieri chiedendo e ottenendo dal Gip l’ordinanza che ha disposto, come misure cautelari, per due di loro l’obbligo di permanenza in casa, affidati alle loro famiglie, mentre, per gli altri due, visti i precedenti e l’aggressività nonché l’evidente possibilità di reiterare nel reato, il collocamento in comunità.