Roma, aggredisce bambino rom con un taglierino. “Mi ha derubato”. Ma non era vero

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 26 febbraio 2019 10:27 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2019 10:27
Roma, aggredisce bambino rom con un taglierino. "Mi ha derubato". Ma non era vero

Roma, aggredisce bambino rom con un taglierino. “Mi ha derubato”. Ma non era vero

MILANO – “Sono sconvolto, non volevo colpirlo, ho perso il controllo”: con queste parole, riferite dal Corriere della Sera, avrebbe tentato di giustificarsi l’uomo romano di 29 anni accusato di aver colpito con un taglierino un bambino rom alla stazione metro romana di Termini. 

Il giovane, 29 anni, padre di una bimba e montatore tv, per quel gesto deve rispondere del reato di lesioni aggravate dai futili motivi e dal fatto che la vittima è minorenne. Continua a difendersi dicendo di aver agito perché quel ragazzino, insieme ad altri coetanei, gli avrebbe rubato il portafogli, anche se nelle tasche del piccolo gli investigatori non hanno trovato nulla. 

“Tornavo a casa dopo aver finito il turno al lavoro – avrebbe detto, secondo quanto riporta il Corriere della Sera -. Appena sceso dal treno mi hanno accerchiato in sette-otto, tutti giovani, che mi hanno rubato il portafoglio. Poi sono scappati ma in tre sono rimasti indietro: ne ho raggiunto uno, ci ho litigato. Lui mi ha insultato augurando la morte a uno dei miei parenti. Ed è proprio quello che sta accadendo, uno di loro sta morendo. Per questo ho perso il controllo. Ho afferrato il taglierino dalla tasca dei pantaloni e ho colpito il ragazzino. Chiedo scusa, non so cosa mi è preso”.

Le due guardie giurate che hanno assistito all’episodio e che sono intervenute avrebbero riferito di aver sentito l’uomo gridare “Vi ammazzo tutti”. Ancora da capire come mai girasse con un taglierino in tasca. Intanto il processo a suo carico è stato aggiornato a maggio. Il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta del pm di arresti domiciliari e ha optato per l’obbligo di firma. 

Il ragazzino,  residente in un campo rom di Aprilia, è stato medicato e dimesso con 7 giorni di prognosi per un taglio al cuoio capelluto ed è stato accompagnato nel centro di accoglienza minorile di Fidene.

Fonti: Corriere della Sera, Messaggero