Cronaca Italia

Roma: bambole voodoo in casa e 300mila euro alla finta maga. Raggirato re delle calzature

Roma: bambole voodoo in casa e 300mila euro alla finta maga. Raggirato re delle calzature
Roma: bambole voodoo in casa e 300mila euro alla finta maga. Raggirato re delle calzature

Roma: bambole voodoo in casa e 300mila euro alla finta maga. Raggirato re delle calzature

ROMA – Due terrificanti bamboline voodoo trovate dentro casa. L’uomo pensava di essere finito al centro di un rito satanico e che le sue pessime condizioni di salute fossero la conseguenza di un malocchio. Invece qualcuno si stava prendendo gioco di lui, approfittando della sua debolezza mentale. E’ così che Giuseppe Caccetta, titolare del celebre calzaturificio di via Piave a Roma, bottega storica amata anche da Alberto Sordi e dalla principessa Carolina di Monaco, negli ultimi anni della sua vita, si è ritrovato al centro di un inganno.

L’uomo infatti sarebbe stato raggirato da una donna che gli avrebbe garantito un aiuto contro le forze del male, una maga libanese che ora si ritrova imputata per circonvenzione di incapace con l’accusa di aver “abusato dello stato di infermità o comunque di deficienza psichica” dell’uomo, inducendolo a “corrispondere somme di denaro in contante, assegni bancari e diversi oggetti di valore”.

Come scrive Marco Carta per Il Messaggero:

Una passione per la cartomanzia e il mondo dell’esoterico. Aveva 76 anni Giuseppe Caccetta quando, nell’estate del 2009, conosce Hanna Ben Amer, in un elegante ufficio ai Parioli. A metterli in contatto è stata la sua cartomante di fiducia. «Forse ti posso aiutare» gli dice subito la Ben Amer, che pochi giorni dopo si presenta a casa sua e in negozio per un giro di «perlustrazione». In entrambi i posti, dopo essersi arrampicata su una scala, la donna vede comparire le due misteriose bambole voodoo, la cui maledizione, secondo la «maga», si sarebbe abbattuta su di Caccetta e i suoi famigliari. «Quelle bambole sono qui da tempo. Devi fare presto». Caccetta ha paura. E’ fortemente indebolito dalle sue precarie condizioni di salute, i farmaci che è costretto a prendere incidono anche sul suo stato d’animo e così decide, in preda all’ansia, di affidarsi alla «cure» di Ben Amer.

E sin da subito partono le richieste di denaro, con cui la donna avrebbe dovuto comprare delle speciali erbe per togliere le influenze negative, considerate necessarie per le pratiche magiche con cui avrebbe salvato l’uomo dalla condanna a morte. L’assoggettazione di Caccetta, che arriva a vendere una collezione di quadri per sostenere le spese, è totale, tanto che in una parte della casa, inaccessibile a tutti, l’uomo realizza un santuario, con un piccolo altare e un cerchio di candele, dove la Amer faceva i riti per liberarlo dagli influssi maligni.

 

 

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