Roma-Berlino in taxi: pakistano paga 8 mila euro, ma è clandestino. Tassisti arrestati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2013 15:59 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2013 15:59
Roma-Berlino in taxi: pakistano paga 8 mila euro, ma è clandestino. Tassisti arrestati

Roma-Berlino in taxi: pakistano paga 8 mila euro, ma è clandestino. Tassisti arrestati

ROMA – Una storia di emigrazione clandestina “deluxe”, che non ha niente a che vedere i viaggi sulle carrette del mare o nascosti nei doppi fondi dei tir.

Un signore, pakistano e ben vestito, ha contrattato con quattro tassisti romani la tariffa di 2 mila euro a macchina per un viaggio in taxi da Roma a Berlino: totale 8 mila euro, per portare dalla capitale italiana alla capitale tedesca la sua famiglia, composta da 10 persone.

Il perché di una tale spesa è stato motivato così dall’uomo: “Preferisco viaggiare in auto, per evitare noie con i bagagli”,

La quattro auto sono quindi partire da Roma in direzione Berlino, ma subito dopo la frontiera fra Austria e Germania sono state fermate dalla polizia criminale tedesca a Rosenheim, vicino Monaco di Baviera.

Nessuno dei dieci pakistani aveva i documenti in regola: erano clandestini e come tali sono stati arrestati. Con loro gli autisti romani. Era mercoledì 11 settembre. I quattro tassisti sono stati scarcerati solo venerdì 13, dopo due giorni e due notti in cella, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Racconta Simona Pacini sul Messagero:

“Il pubblico ministero tedesco sosteneva per i 4 tassisti il dolo eventuale. I quattro, secondo l’accusa, non potevano non sapere. L’avvocato (Paolo Patelmo, ndr), nella sua difesa, si è appellato al regolamento dei tassisti stilato dal Comune di Roma, secondo il quale i conducenti delle vetture non hanno l’obbligo di identificare le persone che salgono a bordo, funzione che, invece, spetterebbe alle forze di polizia. Fermo restando che il buon senso potrebbe consigliare di verificare che nel caso di una tratta transfrontaliera i passeggeri siano dotati dei documenti necessari. Inoltre, come ha fatto rilevare l’avvocato, i tassisti essendo dipendenti di una cooperativa non possono rifiutare la corsa. Per perorare la causa l’avvocato ha portato le buste paga dei tassisti, il contratto di lavoro e il regolamento del Comune di Roma per i tassisti.

Il pubblico ministero, che parlava correntemente l’italiano, ha infine acconsentito a liberare i quattro tassisti. Ma ha chiesto all’avvocato di segnalare l’esistenza di questo problema al sindaco di Roma così che possa essere cambiato il regolamento in modo che il problema non si ripeta. «Mi appresto a scrivere al sindaco di Roma e già che ci sono anche a quello di Milano, dove c’è lo stesso problema – dichiara l’avvocato Paolo Patelmo -. In pratica, pur non essendoci l’obbligo di identificazione dei passeggeri, dovrà esser fatto sì che, nel caso salgano a bordo extracomunitari i tassisti si accertino che i documenti siano in regola». I quattro verranno sottoposti al processo per direttissima, ma i difensori sperano di giungere ad un accordo, una sorta di patteggiamento con la sanzione in base al reddito previsto dalla legge tedesca“.