Bimba rom, a spararle alla schiena un ex dipendente del Senato. Cirasela rischia la paralisi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 luglio 2018 14:35 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2018 15:01
Bimba rom, a spararle alla schiena un ex dipendente del Senato. Cirasela rischia la paralisi

Bimba rom, a spararle alla schiena un ex dipendente del Senato. Cirasela rischia la paralisi

ROMA – Sembrano non finire mai le ore di apprensione per Cirasela, la bimba rom di 14 mesi ferita alla schiena a Roma da un colpo di pistola ad aria compressa. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] La piccola rischia la paralisi: dopo aver scongiurato per lei il pericolo di vita, i medici dell’ospedale Bambino Gesù non possono ancora stabilire se la bambina riuscirà a camminare.

La piccola, che è stata trasferita ieri in un reparto di degenza ordinaria, è in lento miglioramento ed è costantemente assistita dai sanitari, che continuano a sperare anche se “al momento non è possibile escludere che non ci siano stati danni permanenti alla colonna vertebrale”.

Si chiama Marco Arezio, 59 anni, il responsabile di quanto è accaduto poco più di una settimana fa, è un ex dipendente del Senato, oggi pensionato: “Volevo solo provare la pistola, non ho mirato contro quelle persone”, aveva detto ieri. E’ indagato per avere esploso quel colpo dalla sua pistola ad aria compressa. Il piombino esploso dal 59enne ha colpito alla schiena, altezza scapola, la bimba nomade, che in quel momento si trovava in braccio alla madre mentre percorrevano viale Palmiro Togliatti, a Roma.

Nei confronti dell’uomo il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e il sostituto Roberta Capponi contestano il reato di lesioni gravissime e sull’eventuale movente razziale dell’ episodio gli inquirenti restano cauti, in attesa di una serie di accertamenti tecnici. Nell’abitazione dell’indagato oltre alla pistola da cui sarebbe stato esploso il piombino è stata trovata anche una carabina, sempre ad aria compressa.

Sulle armi, poste sotto sequestro, gli inquirenti disporranno una perizia mentre verrà effettuata anche una consulenza balistica. Ed è proprio sulla dinamica di quanto accaduto che i magistrati vogliono fare totale chiarezza. L’uomo, interrogato per alcune ore, si sarebbe difeso affermando che il colpo è partito inavvertitamente mentre si trovava sul terrazzino dell’abitazione.

“Ho mirato verso l’alto – avrebbe sostanzialmente raccontato l’indagato -. Ho esploso un solo colpo e non ad altezza uomo, non volevo fare del male a nessuno”. A mobilitarsi per Cerasela è stata anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che è stata all’ospedale Bambino Gesù per fare visita ai familiari della bimba, i quali da una settimana sono supportati da un assistente sociale.