Roma: bimbo ingoia pila, salvato al Bambin Gesù. La batteria killer era sfuggita a una prima ecografia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 agosto 2018 13:53 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2018 13:53
Roma: bimbo ingoia pila, salvato al Bambin Gesù. La batteria killer era sfuggita a una prima ecografia

Roma: bimbo ingoia pila, salvato al Bambin Gesù. La batteria killer era sfuggita a una prima ecografia

ROMA – Stava per morire, per fortuna esami strumentali più approfonditi al Bambin Gesù lo hanno salvato: un bimbo di 4 anni aveva infatti ingoiato una pila, di quelle piccole che si usano per esempio nei videogiochi. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Una pila a bottone che si era incastrata nell’esofago e che dopo qualche giorno ha iniziato a rilasciare le sostanze tossiche che rischiavano di contaminare organi e tessuti.

Il fatto è che i genitori se ne erano accorti solo quando il bimbo ha iniziato a sentire forti dolori addominali. A una prima ecografia nessuna traccia della pila. Poi, persistendo i sintomi, i medici hanno provato con una radiografia addominale che ne ha rilevato la presenza. Quindi si è proceduto all’estrazione.

“Le batterie di questo tipo sono dette ‘killer’ perché le lesioni che provocano possono essere talmente gravi da causare la morte. Possono generare fistole tra l’esofago e la trachea o tra l’esofago e le arterie toraciche, dando origine ad emorragie gravissime. E nel caso del nostro piccolo paziente la pila a bottone si trovava a soli 3 millimetri dall’aorta”, ha spiegato all’agenzia Dire Luigi Dall’Oglio, responsabile di Chirurgia Endoscopica Digestiva del Bambino Gesù.