Roma blindata anche in periferia: 200mila telecamere in rete

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2015 14:38 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2015 14:38
Roma blindata anche in periferia: 200mila telecamere in rete

Roma blindata anche in periferia: 200mila telecamere in rete (Foto Ansa)

ROMA – Una rete di oltre 200mila telecamere per blindare Roma nei giorni del Giubileo e dopo le minacce di attentati terroristici e gli attacchi del 13 novembre a Parigi. Questo il piano del prefetto Franco Gabrielli per la sicurezza della Capitale, che ha dato il via alla sostituzione dei pali della luce con telecamere anche nelle periferie della città. L’obiettivo è garantire la sicurezza a Roma, soprattutto in previsione dell’afflusso di turisti portati dal Giubileo che inizierà il prossimo 8 dicembre.

Morena Izzo e Alessia Marani sul Messaggero scrivono che oltre al Giubileo, il prossimo febbraio il corpo di Padre Pio sarà esposto in Vaticano, aumentando così ancora il numero di pellegrini e turisti e richiedendo sempre più sicurezza per la Capitale:

“Settantacinque gli occhi elettronici in più che dall’8 dicembre veglieranno solo su San Pietro e le basiliche maggiori; 3000 quelle già collegate con il “bunker” della stazione Termini – la Centrale operativa security – che Atac mette a disposizione h24 in collegamento diretto con le forze dell’ordine per vigilare sulla rete metro. A cui si aggiungono le oltre tremila private, le 1500 della polizia locale, le 1700 della Soprintendenza in musei e monumenti. Con la centrale unica 112 parte anche l’interconnessione “visiva” tra le forze di polizia. Un grande fratello a scudo della Capitale.

LO SCUDO

La presenza sul campo da ieri è massiccia ed evidente. È scattato con due settimane d’anticipo, dopo il venerdì nero di Parigi, il piano di sicurezza per il Giubileo. Roma si è risvegliata superblindata. Con le camionette e i mitra dei granatieri di Sardegna e della Folgore spianati agli ingressi metro; con le pattuglie dei carabinieri e della polizia che fanno la spola, da un’area all’altra della città per vegliare sui luoghi più affollati. I lagunari del reggimento Venezia pattugliano il Tevere. E ancora: agenti di quartiere a piedi, in borghese, squadre a cavallo davanti al Colosseo. I poliziotti salgono sul bus 49 in via Crescenzio, direzione piazza Cavour. Trenta le pattuglie impiegate sui bus. Prati è sorvegliato speciale. Militari alle stazioni Ottaviano e Lepanto della metro.

MENO BORSEGGIATORI

Altri lungo i percorsi che conducono a San Pietro. Via di Porta Angelica è trasformata in check-point. Qui arriva anche il camion dell’Ama a rimuovere i cestini in ghisa, tolti anche dagli ingressi dei Musei Vaticani. È un via vai di auto coi colori del 112, 113 e finanza. «Mai visti così tanti – dice il giornalaio di piazza Risorgimento – bene, così non ci saranno borseggiatori». Intanto sono spariti gli ambulanti abusivi. Controlli rafforzati anche nei luoghi di culto come la Basilica di San Giovanni, di Santa Maria Maggiore, di San Paolo fuori le mura, di Santa Croce in Gerusalemme, di San Lorenzo fuori le mura, di San Sebastiano fuori le mura, di San Pietro in Vincoli, di San Giovanni dei Fiorentini, di Santa Maria in Vallicella e della chiesa di San Salvatore in Lauro. Sorvegliati speciale la Sinagoga e il Ghetto ebraico. In attesa delle telecamere, in periferia monta la preoccupazione. «Hanno blindato il capolinea di Piramide – racconta un utente della Roma-Lido, novantamila passeggeri al giorno – ma poi le stazioni lungo la tratta sono deserte. Stamani a Castelfusano persino i tornelli erano spalancati». Da ieri il Pnfd, sindacato di polizia, ha messo a disposizione il numero 3465407799 dedicato a chi della comunità musulmana voglia fare segnalazioni di sospetti, mentre agenti volontari fuori dell’orario di lavoro saliranno comunque su treni regionali e metro per vigilare”.