Roma. Cade nella buca e si ferisce: Comune condannato, risarcimento da 8mila€

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2014 10:01 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2014 10:01
Roma. Cade nella buca e si ferisce: Comune condannato, risarcimento da 8mila€

Roma. Cade nella buca e si ferisce: Comune condannato, risarcimento da 8mila€

ROMA – E’ caduta inciampando in una buca e si è ferita ad una spalla. Il fatto risale al 25 maggio 2005, ma ora il giudice del Tribunale di Roma ha condannato il Comune di Roma a risarcire per 8mila euro la signora e la Asl Roma D ad un risarcimento da 20mila euro per non aver riconosciuto l’entità delle lesioni alla spalla causate dalla caduta.

La protagonista di questa storia è la signora Giuseppa, che all’epoca dei fatti aveva 77 anni. Camminando per le strade di Ostia, la donna cadde per una buca sul marciapiede, scrive Giulio Mancini su Il Messaggero:

“Era la tarda mattinata del 25 maggio 2005 quando l’anziana, mentre percorreva il marciapiede di piazza Tolosetto Farinata degli Uberti, dove oggi sorge il nuovo mercato comunale coperto, cadeva a terra. Non solo la pavimentazione era costellata di avvallamenti e di buche ma queste erano anche coperte da un tappeto di fogliame che rendeva la situazione una vera trappola”.

Maurizio Neri e Valeria Rossi, avvocati della donna, spiegano al Messaggero:

“«Da quel giorno per la signora Giuseppa iniziava un vero e proprio calvario. All’iniziale danno causato dalla caduta, consistente in una frattura ad una spalla, si aggiungeva infatti un ulteriore danno provocato dalla responsabilità professionale dei sanitari dell’ospedale che non ritenevano necessario sottoporre la persona ferita ad un intervento chirurgico»”.

Due quindi i processo avviati: uno contro la Asl Roma D, condannata a risarcire la donna per 20mila euro, e uno contro il Comune di Roma, con la Corte d’Appello che ha condannato il comune al pagamento di un risarcimento da 8mila euro. L’avvocato Neri spiega:

“«La sentenza d’appello stabilisce però l’importante assunto, richiesto dalla difesa del Comune ma negato in primo grado: il Comune di Roma deve esercitare manleva a carico delle ditte appaltatrici. In poche parole i magistrati hanno richiesto che l’amministrazione capitolina eserciti il suo diritto di sgravarsi della responsabilità per eventuali inadempienze o lavori non eseguiti a regola d’arte dalle imprese che si occupano della manutenzione di strade e marciapiedi»”.