Roma: così la camorra si spartiva pizzerie, bar e ristoranti

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2014 9:31 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2014 9:32

pizzaROMA – Ventotto pizzerie, ristoranti e bar sequestrati. Sono i numeri dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 90 persone e al sequestro di beni per 250 milioni di euro. Locali a Roma gestiti dalla camorra, usati per riciclare denaro sporco e farne di nuovo. E’ questa l’accusa. A capo dell’organizzazione la famiglia Righi che secondo le indagini ha solidi rapporti con la camorra sin dagli anni Ottanta. Ecco cosa scrive il Corriere della Sera:

I rapporti dei Righi con il crimine campano risalgono agli anni Ottanta, quando un paio di fratelli furono coinvolti in un sequestro di persona organizzato dai camorristi della Nuova Famiglia, i rivali di Raffaele Cutolo. Poi nei Novanta sbarcarono a Roma, esportando l’attività di ristorazione già avviata a Napoli. Che secondo l’indagine dei carabinieri del comando provinciale s’è via via alimentata con i soldi del clan Contini, investiti tra pizzerie e ristoranti.

Dopodiché i proventi ricavati sfornando pizze e altre specialità campane erano veicolati su due distinte contabilità: una ufficiale, che faceva capo alle società intestatarie delle quote di proprietà; l’altra sommersa, dove finivano gli incassi «in nero», mai fatturati, dai quali venivano periodicamente stornate cifre sostanziose, per decine di migliaia di euro, impacchettate e spedite a Napoli attraverso appositi e fidati corrieri, dove venivano consegnate a uomini del clan.

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