Salva la famiglia e annega a Roma: cantina all’Infernetto era abitabile?

Pubblicato il 21 ottobre 2011 12:58 | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2011 13:00

ROMA – Sarang Perera, cingalese di 32 anni, è la vittima del nubifragio del 20 ottobre a Roma. Perera è annegato nella sua stanza da letto in via Castelporziano 323 B, nel quartiere romano dell’Infernetto, con una grata alla finestra che non ha ceduto e una parete invece che è venuta giù, bloccandogli ogni via d’uscita. Prima di morire ha messo in salvo la moglie e la figlia. La Guardia di finanza si sta occupando delle indagini sull’abitabilità della casa, affittata al cingalese dall’italiana Ellida Butigliani. La casa sarebbe regolarmente accatastata, ma l’indagine è aperta e l’ipotesi di reato che avanzerà la Procura di Roma potrebbe essere di omicidio colposo.

Perera era un apprezzato cuoco del ristorante la Panzanella di San Paolo. Prima di rimanere intrappolato nella stanza dove viveva ha portato in salvo la moglie Dilani, di 26 anni, e la figlia Chiara, di appena 3 mesi. Tornato nella stanza per recuperare soldi e documenti non ne è più uscito. Il vetro della finestra ha ceduto lasciando entrare l’acqua, che ha raggiunto 3 metri di altezza. I tentativi di aiutarlo da parte di Paolo Borelli, 40enne titolare di un negozio di arredamenti e cucina sulla strada, sono stati vani. L’inferriata non ha ceduto.

Borelli ha raccontato: “Io aveva appena aperto. Stavo cominciando a rendermi conto dei danni nei miei locali, quando è venuta a chiamarmi una signora e io ho fatto il possibile. Con una mazza di scopa, con un tubo di gomma, con tutto quello che avevo in mano. Lui mi chiedeva disperatamente aiuto. Ho cercato di forzare la grata, ma non cedeva. Ho spaccato quel che restava dei vetri, ma neanche così poteva uscire”.

Una tragedia consumata in una casa che Perera divideva con altri cingalesi e che non ha resistito alla violenza del nubifragio. Ora spetta alla Guardia di Finanza svolgere le indagini sulla sicurezza dell’abitazione, sebbene tutti sostengano che possegga i permessi del Comune e ne sia stata dichiarata l’abitabilità. La Procura di Roma sta lavorando ad un primo rapporto sull’accaduto e l’ipotesi di reato che intenderebbe sostenere è di omicidio colposo.