Roma, concorso per 300 vigili, aperte due inchieste: in 2.671 in attesa dal 2010

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2014 11:33 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2014 11:45
Roma, concorso per 300 vigili, aperte due inchieste: in 2.671 in attesa dal 2010

Roma, concorso per 300 vigili, aperte due inchieste: in 2.671 in attesa dal 2010

ROMA – Concorso per 300 posti di vigili urbani a Roma, si sospettano irregolarità nelle procedure: la Procura ha aperto due inchieste per le buste che, si ipotizza, avrebbero lasciato intravedere il contenuto, riferisce Sergio Rizzo sul Corriere della Sera. E così sono 2.671 gli aspiranti poliziotti municipali in attesa.

A dare la notizia è lo stesso sito internet del Comune, che spiega che

“i lavori della Commissione esaminatrice sono sospesi a decorrere dal 10 maggio 2013”.

Tutto è iniziato il 23 febbraio del 2010, sotto l’amministrazione di Gianni Alemanno. Quel giorno il Comune pubblica un bando per il reclutamento di 1.995 dipendenti di 22 diverse categorie. Tra loro 57 dietisti, 197 informatici, 136 architetti, 87 ingegneri.

Alla selezione per i 300 posti da vigile si presentano in 16 mila e vengono giudicati idonei in 2.671. Ricorda Rizzo:

“Non resta che fargli sostenere la prova scritta, che sarà poi seguita, ovviamente per chi riuscirà a superarla, da quella orale. Mancano pochi giorni al Natale del 2012 e dalla pubblicazione del bando sono già passati quasi tre anni. L’esame si svolge in un clima surreale, non soltanto perché ai candidati viene concessa la possibilità di modificare le risposte ai quesiti dopo averle scritte e il via vai dai bagni è senza soluzione di continuità. Succede che a ridosso delle elezioni comunali del 2013, con i compiti già corretti, Alemanno revoca la commissione d’esame in seguito all’avvio di un’inchiesta da parte della Procura di Roma nella quale si ipotizza il reato di falso ideologico. I magistrati sospettano che il verbale sarebbe stato firmato durante una riunione mai tenutasi. Salta così il presidente Angelo Giuliani, all’epoca comandante della polizia municipale. E saltano con lui gli altri due componenti e le segretarie di commissione”.

Giuliani è poi finito agli arresti domiciliari con l’accusa di aver fatto ottenere irregolarmente un appalto a una ditta incaricata di ripulire il manto stradale dopo ogni incidente.

Nel frattempo Alemanno lascia il posto ad Ignazio Marino e si scopre che le buste in cui i candidati avevano dovuto chiudere i loro compiti lasciano intravedere il contenuto. Parte una seconda inchiesta. Alla fine del 2013 Marino nomina una nuova commissione guidata da Costantino Salvatore, che lascia dopo un mese. Arriva il prefetto Alberto Capuano, che lascia dopo 18 giorni. Lascia anche un Attilio Vallante. Viene così nominata una quarta commissione, presidente il prefetto Vincenzo Greco. 

“La prossima tappa riguarda le buste: una sottocommissione di dieci elementi ha l’incarico di reimbustare i 2.671 compiti. Che successivamente verranno corretti una seconda volta. Naturalmente i candidati che saranno (ma quando?) ammessi alla prova orale dovranno ripartire da zero: in questi anni sono cambiate norme del Codice della strada, pezzi di diritto amministrativo, leggi e regolamenti.

Sempre che serva a qualcosa. Perché con questi chiari di luna l’ultima cosa a cui il Comune di Roma può pensare è di assumere altri 300 vigili urbani. Anche se la speranza, recita il proverbio, è l’ultima a morire. Qualche mese fa il consiglio comunale non ha forse fatto passare un mozione per far assorbire dalle aziende municipalizzate 140 «gladiatori», ovvero gli ex metronotte rimasti senza lavoro che per protesta erano saliti sul Colosseo? “