Roma, corteo contro le privatizzazioni: “Renzi vattene”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Maggio 2014 21:01 | Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2014 21:01
Un momento della manifestazione (Lapresse)

Un momento della manifestazione (Lapresse)

ROMA – “Renzi vattene”, “No alle privatizzazioni, sì ai beni comuni”. Questi gli slogan che hanno accompagnato sabato pomeriggio il corteo dei movimenti antagonisti per le strade del centro di Roma, lungo un percorso ben differente da quello di un mese fa, quando scoppiarono scontri tra manifestanti e forze dell’ordine con un poliziotto che calpestò una ragazza a terra.

Gli attivisti hanno sfilano ben lontani da sedi istituzionali e ministeri, dando vita ad una manifestazione colorata e pacifica, ma comunque carica di protesta sociale. “Questa non è solo una manifestazione per la difesa dei beni comuni – dicono dal camion che fa da palco -, ma soprattutto contro le privatizzazioni”.

Bersagliati, in particolare, il governo e le politiche dell’Unione Europea. “Renzi vaff…”, è la frase che ha aperto il corteo, partito nel primo pomeriggio da piazza della Repubblica. A metà percorso gli organizzatori si lanciano in una stima piuttosto ottimista dei partecipanti: “Siamo in cinquantamila”, dicono, forse sovrastimando una manifestazione che ha visto comunque una copiosa partecipazione da parte dei movimenti per l’acqua pubblica, sindacati di base, studenti, ma anche forze politiche e ragazzi provenienti da varie parti d’Italia.

Tra bandiere “No Tav”, “No Muos” e camioncini-navi con tanto di ciambelle per protestare contro le Grandi Navi, c’è stato anche chi ha indossato pettorine con un numero identificativo, ribadendo la proposta lanciata subito dopo gli scontri di un mese fa di obbligare le forze dell’ordine ad avere un numero attraverso il quale si possa risalire all’agente.

A sfilare c’erano anche partiti politici – come la Lista Tsipras ed il Partito Comunista dei Lavoratori – e organizzazioni sindacali di base, come Cobas e Usb. Presente anche padre Alex Zanotelli che ha ribadito l’invito a “tornare in strada per la vita e per i diritti”. “Bisogna organizzarsi – ha detto – perché abbiamo vinto un referendum 3 anni fa per l’acqua pubblica e ancora non è stata fatta alcuna legge”.

A piazza Navona, punto di arrivo del corteo, sono in molti ad alternarsi al microfono, tra attivisti, responsabili e manifestanti. “Il governo Renzi – sostengono – sta rendendo irreversibile, attraverso il decreto Poletti ed il Job Act, la precarietà del lavoro e della vita delle persone”. “Vogliamo fermare la nuova stagione di privatizzazioni, precarietà e devastazione ambientale – ribadiscono i manifestanti -. Vogliamo costruire assieme un nuovo futuro, in Italia ed in Europa. Renzi, i nostri territori e le nostre vite non sono in vendita”. Un messaggio forte e chiaro che i movimenti ribadiranno ancora l’11 luglio a Torino, in occasione del vertice europeo sulla disoccupazione giovanile, proprio durante il semestre europeo guidato dall’Italia.