Roma, si dimette il Consiglio di amministrazione Ama. Azienda nel caos

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Ottobre 2019 16:38 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2019 16:38
Si è dimesso il Cda di Ama

Si è dimesso il Cda di Ama (Foto Ansa)

ROMA  –   Il Consiglio di amministrazione di Ama, la municipalizzata dei rifiuti di Roma, si è dimesso. La decisione è stata presa a poco più di 100 giorni dall’insediamento dopo la rottura col Campidoglio sul bilancio 2017.

All’origine delle dimissioni del Cda, presieduto da Luisa Melara, a.d. Paolo Longoni e consigliere Massimo Ranieri, lo scontro con il Campidoglio sui 18 milioni di crediti vantati sui servizi cimiteriali già al centro delle dimissioni del precedente Consiglio di amministrazione presieduto da Lorenzo Bagnacani.

Neanche la collocazione dei 18 milioni in un ‘fondo rischi’ ha evitato la rottura con l’amministrazione comunale che sabato scorso aveva subito precisato di non avere intenzione di approvare “un bilancio redatto in maniera non corretta e contenga valutazioni di trattamento contabile già in precedenza non avallate dal Comune”.

E’ il settimo cambio in tre anni

Con le dimissioni odierne del Cda di Ama si va verso il settimo cambio in tre anni della governance dell’azienda. Con l’arrivo della giunta pentastellata in azienda sedeva Daniele Fortini che, nominato durante l’era di Ignazio Marino e rimasto con il commissario Francesco Paolo Tronca, andò via al termine di un duro scontro con l’allora assessore all’ambiente Paola Muraro, poi dimessasi.

Fu nominato Alessandro Solidoro, vicino all’allora assessore al bilancio Marcello Minenna. Solidoro si dimise nel 2016, lo stesso giorno in cui in Campidoglio sbatterono la porta lo stesso Minenna e la capo di gabinetto Carla Raineri. Poi fu la volta di Antonella Giglio, che lasciò la dirigenza nel 2017, seguita da Lorenzo Bagnacani, che lasciò proprio dopo uno scontro durissimo sul bilancio e il credito di 18 milioni sui servizi cimiteriali. Sempre per il nodo bilancio Ama si dimise l’ex assessore Pinuccia Montanari.

Subito dopo il Cda presieduto da Bagnacani fu nominato amministratore unico pro tempore il dirigente Massimo Bagatti. Un incarico di circa un mese e mezzo che servì all’amministrazione per avere il tempo di reperire i nuovi amministratori della partecipata. I nuovi amministratori che si sono dimessi oggi. 

Cgil-Cisl-Uil: “Ama ad un passo dal baratro”

“Niente da fare. Seconda assemblea dei soci andata deserta in una settimana. Dopo due anni e mezzo Ama è ancora senza il bilancio consuntivo 2017, mentre sul piano operativo e dei flussi, oltre al vittimismo, non vediamo nulla di concreto. Le dimissioni dell’ennesimo nuovo Cda di Ama portano l’azienda a un passo dal baratro”: è quanto si legge in una nota di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel, dopo l’ennesima mancata approvazione del bilancio consuntivo di AMA e le dimissioni dei vertici aziendali.

“Visto il mutismo della sindaca Virginia Raggi – aggiungono i sindacati – non possiamo che prendere atto dell’evaporazione dell’esperienza della Cabina di Regia istituita con il protocollo dell’8 luglio e ritirare la nostra firma. Non ci prestiamo a questo gioco sulla pelle dei lavoratori. L’assemblea cittadina del 15 ottobre – concludono Fp Cgil, Fit Cisl, Fiadel Roma e Lazio – sarà solo il primo passo di una vertenza necessaria ad evitare che la mancanza di responsabilità del Campidoglio venga pagata dai cittadini e dai lavoratori, che vengono per l’ennesima volta lasciati in balia di eventi ormai inspiegabili”. (Fonte: Ansa)